Pubblicato il 18 Marzo 2007 da Ghizzo

E’ incredibile, il lavoro sulla sceneggiatura pare non finire mai.
Anche quando la situazione produttiva pare essersi effettivamente messa in pausa.
Nel Marzo 2006 chiesi a Fabio G quando si sarebbe potuto considerare come completata la sceneggiatura e some fossero messe sostanzialmente le cose….

“Sostanzialmente?” Fabio mi guarda, cerca di focalizzare la situazione. “Sostanzialmente il film è in stand by. Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare con il budget a disposizione per questa fase… Abbiamo sostanzialmente creato un corposo set up per il progetto…. Story editing, artworks, storyboarding di tutto il film, ipotesi di team di lavoro, budgetizzazione, prime prove di test, ecc, ecc… La produzione però ha scelto di non operare tagli per diversi motivi, tra cui forse il timore di compromettere la riuscita di un’opera prima, e quindi di ricercare la parte di capitale mancante e di chiudere il contratto in trattativa con la distribuzione. Almeno questo è quello che ci è stato detto ufficialmente. Finchè questi vuoti non saranno colmati, si è sostanzialmente in stand-by… Procediamo con operazioni come lo story editing. A oggi infatti ufficialmente la sceneggiatura non è ancora stata definitivamente approvata. E’ una situazione paradossale… Il progetto era nato con tutt’altri propositi…con l’idea di girare entro pochi mesi un film completamente indipendente. Ne consegue che tutte le mosse sarebbero dovute essere concise e dirette, finalizzate allo shooting… L’idea era, più o meno, quella di seguire la strada usata per E:d:e:n e, in misura minore, anche per Silver Rope… Lentamente invece il progetto è cresciuto di profilo e ambizione, fino a diventare, negli intenti, una produzione molto grossa e gestita come una progetto da star system. Nel senso che siamo alla decima revisione dello script (sceneggiatura), alla quarta versione per quanto riguarda la traduzione del copione, ad una riscrittura dei dialoghi…
Ma andiamo con ordine.

Nel lungo processo che ci porterà a definire una versione approvata ufficialmente da tutti (mentre inizialmente era finalizzata direttamente a girare), le tappe sono state più o meno queste. E sottolineo che sto facendo un riassunto :

La prima versione della sceneggiatura aveva una formattazione che secondo la produzione non era quella universalmente usata in Europa e negli Stati Uniti dalla classe professionista. Abbiamo quindi acquisito il software Final Draft su loro indicazione, e la sceneggiatura ha assunto così il suo formato ufficiale di circa 70 pagine. Al di là delle questioni artistiche e tecniche legate ai contenuti (ritmo, durata, eccetera), si è presentato un problema legato alla procedura di finanziamento utilizzata dai producers, che richiede uno script di almeno 88 pagine. Infatti solo superando questa cifra il film può essere “ufficialmente” riconosciuto come lungometraggio. Da qui una lunga diatriba… Nel mondo del cinema vige la regola per cui ad ogni pagina corrisponde un minuto circa di film. E’ una regola virtuale molto consolidata, condivisa dal 90% degli addetti al settore. Per me, anche una sceneggiatura di 60 pagine può essere un film…in una descrizione, “Laura corre” può essere una scena che, nonostante sia espresso in forma scritta tramite una sola riga, dura due o tre minuti… Dipende dalla regia, dal montaggio… Mi è stato risposto che se la scena dura così tanto, questa “visione” deve trasparire anche dallo script, tramite descrizioni e indicazioni. Negando quindi ogni logica di film in quanto creatura in continuo mutamento, come invece è. Comunque, siccome questa regola aurea è talmente penetrata nella mente collettiva dei “lavoratori del cinema”, è inutile ribellarsi. Per cui, abbiamo allungato il film di una decina di pagine…con nuove scene, nuove sottotrame, cambiando leggermente la visione originaria del racconto. Discostandolo un pochino da un film cattivissimo e indipendente, e avvicinandolo un pochino ad un film diciamo “di massa”. E questo è un grosso punto su cui discutere, per esempio. Ci rimanevano ancora diverse pagine per arrivare alle “almeno 88” richieste. Per cui abbiamo “barato” aggiungendo diverse spaziature (nei limiti del regolamento interno delle spaziature di uno script…perché esistono anche quelle), e impaginando alcune descrizione in maniera diversa. Dimostrando silenziosamente quanto sia fallace la “valutazione del minuto” e la regola delle “almeno 88”. A parte questo, il lavoro con il nostro Story editor/Story Consultant per l’occasione, Fabrizio Aghilar, è stato molto proficuo, in quanto il confronto ha implementato la qualità della sceneggiatura. Un punto di vista esterno, se proveniente da una fonte di opinione competente, è sempre utile.
Ok. Passo uno superato. A parte la piccola conseguenza che venti pagine circa di sceneggiatura in più, vogliono dire più scene da girare…e a questo corrisponde un aumento di giorni di shooting, a cui corrisponde un corposo aumento di costi…

Essendo il film concepito per il mercato internazionale, era arrivato il momento della traduzione. La situazione è complessa, nel senso che le operazioni di traduzione procedevano parallelamente alle operazioni di storyediting, generando così traduzioni di versioni arretrate e nuove versioni dello script in italiano….
Una delle ultime versioni dello script è stata tradotta da una persona “consigliataci” in quanto dotata di un curriculum di prestigio, “esonerando” dall’incarico quindi il precedente traduttore con cui ci eravamo trovati bene… E qui, i primi problemi. Ci siamo davvero resi conto di quanto sia doloroso per un autore vedere “leggermente modificati” i parametri di un’opera. Ritengo che il nostro lavoro sia fatto di piccoli particolari…per cui cambiare qualcosa rispetto all’originale, a meno che non si tratti di un adattamento necessario, è sempre traumatico, in quanto allontana dagli intenti originari. D’altronde, come mi diceva la mia professoressa d’Italiano del Liceo, la prof Danese, “ogni Traduzione è un Tradimento”. Abbiamo dovuto quindi scrivere un documento in cui facciamo presente alla produzione i motivi della nostra insoddisfazione. Un certo tipo di considerazioni viene infatti espressamente richiesto per iscritto, in quanto utilizzabile ai fini di recriminazione per la non-perfetta qualità di un lavoro con professionisti a cui sono richiesti (e pagati) dei servigi, in questo caso una traduttrice.

Altro problema, alcuni aspetti contenutivi dello script. Nonostante sia un film di genere, scrivendo MFG ci siamo presi la libertà di discostarci dal classico clone di teen-horror movie americano… Cosa che invece i produttori (non solo i nostri, ma tendenzialmente del pianeta) vorrebbero, anche inconsciamente costantemente riprodurre. Quando qualcuno fa infatti notare che ci sono delle cose “strane” nella sceneggiatura, scatta l’allarme generale. In realtà lo strano è il “non classificato”. Per chi vuole creare un prodotto, e non un film, tutto nasce in seguito alla combinazione di fattori come risultati del marketing, ricerche di mercato, test della sceneggiatura, consulenza di “sceneggiatori esperti”, ecc… Quando c’è qualcosa di “originale”, semplicemente non la si capisce, la si considera sbagliata. Non rientrante nei parametri. E così…così c’è stata anche l’idea di far riscrivere i dialoghi a un…Riscrittore di Dialoghi. In America esiste infatti questa professione…il Dialogue Rewriter. Ci è arrivata quindi una versione della sceneggiatura totalmente appiattita, con dialoghi da B-movie americano… Anche qui, è stata necessaria la stesura di un documento in cui esprimessimo la natura delle nostre obiezioni, nonostante il Dialogue Rewriter sia stato consigliato alla produzione da una serie di persone che potrebbero avere un ruolo determinante nel finanziamento Americano del film… Insomma, ci sono anche questioni che vanno oltre alle semplici professioni svolte…

Ora la produzione sta confrontando la nostra ultima versione dello script, adattata sullo storyboard, con lo storyboard stesso… Per poterla quindi presentare ai potenziali finanziatori, distributori, collaboratori, ecc…
Insomma, siamo vicini alla versione finale, tradotta.
La scuola che si sta seguendo quindi ora è quella degli Studios Americani, ovvero quella della revisione su revisione, controllo incrociato, ipotesi di riscrittura, ecc. ecc.. Insomma, una vero e proprio percorso di “Ricerca&Sviluppo” dello script… Che per carità, è assolutamente positivo di per sé, ma sballato rispetto agli intenti iniziali finalizzati a girare nella primavera del 2006… Questo è ovviamente dovuto al cambio di budget e profilo del progetto…cosa positiva e piena di vantaggi, ma anche di lati negativi come lo slittamento dello shooting…soprattutto per due giovani scalpitanti che lavorano su questo progetto dall’estate del 2004. Ma questa è un’altra storia…”

Ecco quindi la testimonianza di come anche solo scrivere un film si rivela un’impresa titanica…

2 Commenti a “13 - SCENEGGIATURA 2 – la regola delle “almeno 88””

  1. Peppe scrive:

    Ho trovato questo su un pdf, lol:
    MY FAVOURITE GAME
    Thriller – Horror
    Language: English
    Director: Fabio Guaglione and Fabio
    Resinaro
    Producer: Pete Maggi (Blue Star Movies
    Ltd.)
    Delivery Status: Pre-production (early)
    Budget: $ 4,000,000
    Year of Production: 2007
    When fun and friendship take an
    unexpected turn and you don’t know
    who the enemy is…the game is survival,
    it’s deadly serious and exhilarating.

  2. Fabio G scrive:

    Di notizie che girano sul web e nell’ambiente ce ne sono diverse…ma solo noi, e i fedeli di questo blog, sanno (e sapranno) la verità…!

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