Pubblicato il 22 Agosto 2006 da Ghizzo

Ecco la seconda parte dell’intervista.

LA NASCITA DI MY FAVOURITE GAME

“Nell’estate del 2004 eravamo in giro a promuovere E:d:e:n in alcuni festival. Abbiamo presentato al pubblico E:d:e:n per la prima volta nel Giugno del 2004, all’Arcipelago International Film Festival di Roma.

L’accoglienza fu straordinariamente buona da parte del caloroso pubblico (difficile scordare il primo applauso in sala), e anche da parte della critica, in quanto vincemmo alcuni premi tra cui “Miglior Contributo Artistico” e lo “Sky Award”. Quest’ultimo consisteva in un pre-acquisto di un nuovo progetto, che Sky avrebbe successivamente mandato in onda. Una volta scelta l’idea per il nuovo cortometraggio (quello che poi sarebbe diventato The Silver Rope), iniziammo subito a lavorare. Mentre eravamo in fase di Brainstorming per il cortometraggio, venne però anche l’idea di realizzare un film. Un vero fulmine a ciel sereno. Me lo ricordo ancora come se fosse ieri…(cercate di immaginare il classico effetti di sfuocatura e distorsione ottica con scala esagonale stile casa Vianello ndGhizzo)
Ero nella mia mansarda con Frank Antonuzzo, il webmaster dei nostri siti, e vedo Fabio Resinaro che piomba nella stanza, si toglie gli occhiali da sole e dice “mi è venuta un’idea”. Io mi siedo sulla poltrona e, percependo l’elettricità nell’aria, dico “quando fai così, mi fai paura”.
Fabio R inizia a spiegarci l’idea di un film a bassissimo costo…un film senza cambi di set, senza effetti speciali, senza scene complicate… Un film sul Soft Air.
Per chi non lo sapesse, il Soft Air è uno sport che simula una guerriglia tra due squadre di partecipanti perfettamente attrezzati e travestiti da soldati.
Fabio R aveva uno sguardo indemoniato…come quando si mise in testa di realizzare E:d:e:n. Continuava a dire “non costa un cazzo, prendiamo dieci persone, le pistole e abbiamo il film!” Heh, bei tempi quelli.
Da lì, siamo partiti. Abbiamo passato l’estate a scrivere la sceneggiatura di The Silver Rope e un corposo trattamento del film… My Favourite Game.
A livello di contenuto, MFG si è evoluto molto velocemente. Capimmo subito che il film avrebbe assunto tinte thriller…migrando verso l’horror. Che la storia sarebbe stata sostanzialmente un trip in cui i ragazzi sarebbero impazziti e iniziando a dubitare l’uno dell’altro e forse anche ad uccidersi. Ma era chiaro che serviva una letale minaccia esterna. Il vero pericolo.
Di buono ci fu che alla stesura della storia corrispondeva una parallela riflessione su tematiche connesse alla natura dell’Uomo. Riflessioni sulla violenza umana, sul modo in cui siamo connessi a tale istinto, e sul cosa comporta sprigionare o reprimere tale istinto.
Insomma, avevamo per le mani una storia di forte appeal commerciale, ma anche non-vuota, non banale al contrario della maggior parte degli horror-cloni che inondano i cinema.
Intenzionati ad accelerare il processo che ci avrebbe portato a girare, abbiamo scelto di scrivere la prima stesura della sceneggiatura contemporaneamente alla ricerca del finanziamento necessario.
Il tempo e le vicende hanno cambiato tutto.
A seguito di alcune nostre riflessioni, rivelatesi poi parzialmente ingenue, e in relazione ad un nostro primo approssimativo Piano Di Lavoro, il film, per come era concepito all’inizio (parliamo di fine 2004) aveva un costo preventivato di circa Cinquecentomila Euro.
Il progetto è lentamente cresciuto fino a diventare ciò che è ora… Un film dal budget molto maggiore rispetto al primo preventivato…quasi cinque volte l’investimento iniziale previsto.
Siamo partiti con l’idea di girare un piccolo film in MiniDv…un’opera prima, cattiva e indipendente concepita scrivendo le parti dei personaggi pensando già ad attori nostri amici (anche se non c’è stata mai la volontà di realizzare un B-movie) … Ora si parla addirittura di un possibile contratto con una major distributiva ancor prima di girare il film, di co-produzione con Regno Unito e Stati Uniti… Ci arrivano casting list contenenti nomi di attori che hanno recitato in film come Almost Famous, Terminator 3, Sin City o Final Destination… fate un po’ voi….

INFLUENZE e CONTAMINAZIONI DI GENERE

“L’iniziale natura indipendente del film…unita alla nostra volontà di creare anziché clonare qualcosa di già esistente, ci ha portato a “giocare” con il genere.
Scrivendo la prima versione della sceneggiatura abbiamo utilizzato certi cliché per ingannare alcune aspettative dello spettatore (veicolabili nel genere horror), e per spiazzare il pubblico senza preavviso. Per cui, anche i teen-horror nel loro complesso hanno contribuito alla creazione di MFG…ma non per emulazione, tutt’altro.
Inevitabilmente, ogniqualvolta accenniamo del progetto a qualcuno, ci fanno due nomi sorridendo: ”Predator” e “The Blair Witch Project”. Indubbiamente MFG è figlio di Predator …ma meno di quello che si possa pensare.
Sicuramente ci piace il realismo che TBWP fa sentire…ma il nostro intento non è assolutamente quello. Fin dalla prima incarnazione del progetto abbiamo sempre pensato a girare un film, non uno pseudo-documentario amatoriale come TBWP.

Il tono del film e parte del messaggio è figlio di Fight Club.
Un certo tipo di approccio visivo, in alcuni frangenti, è figlio di The Village, 28 Giorni Dopo e de La Casa II, e anche di certe suggestioni che colpiscono occhio e cuore provenienti dal cinema d’Oriente.

La caratterizzazione della nemesi è senz’altro figlia di un filone horror degli anni 80, in cui i Cattivoni erano in realtà i veri idoli delle masse…quasi super eroi.
Come dice Renny Harlin, regista di Nightmare 4, Freddy Krueger è una versione distorta di un maligno James Bond. Freddy era il figlio di puttana, Freddy era la vera forza trainante del film, Freddy era ciò che si temeva e si adorava allo stesso tempo.
Infine, ogni buon horror non può non essere figlio di Non Aprite Quella Porta (l’originale, ovviamente). Uno dei pochi film capaci di rendere davvero quella sensazione che ti porta a pensare “ma che cazzo sta succedendo !?”
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STILE e ATMOSFERA

“Ogni racconto ha il suo tono. Ogni progetto è caratterizzato dalla sua organicità interna. Un certo stile visivo o narrativo deve sposarsi con i contenuti che si stanno trattando, con i mezzi che si stanno utilizzando, con il profilo editoriale dell’opera.
Non c’è la volontà intenzionale di creare uno stile, questo no. C’è però sicuramente la voglia di non essere banali, di non ripetere ciò che altri hanno già fatto…
Domanda: cosa fa funzionare davvero un film, o un racconto ? Risposta: quella cosa che lo rende interessante. E per essere interessante, credo che una cosa deve essere presentata in un modo perlomeno poco utilizzato…o mai accostato con un’altra caratteristica artistica. Un film horror efferato con una colonna sonora interamente suonata da un sax…o con una sequenza temporale strutturata come 21 Grammi…o girato con la sensibilità per l’immagine dei recenti kappa e spada orientali…non suona forse più interessante dell’ennesimo teen-horror scritto con lo sceneggiatore automatico ? MFG non ha nessuna di queste caratteristiche, ma il concetto di base è quello. Intrattenere. Esplorare.
Per “The Silver Rope” il discorso è stato leggermente diverso…avevamo a che fare con un cortometraggio…una forma narrativa in cui i canoni non sono definiti e in cui si ha più spazio per sperimentare nuovi linguaggi… Post-producendolo abbiamo completato quel linguaggio che avevamo abbozzato pensandolo, scrivendolo e giradolo. Questo, per dire che la creazione di un film è un processo suscettibile a costanti mutazioni. A volte automutazioni. Nel senso che il film, che lo si creda o no, prende vita, prende voce, e ti suggerisce cosa è giusto fare. Sta agli autori riuscire ad ascoltare quella voce. Seguirla. Farsi guidare. Un buon regista “ascolta” il racconto, lo interpreta e lo porta al pubblico. Certo, produttori e distributori permettendo. E a volte, è un grosso “permettendo”, soprattutto per chi come noi è alle prime armi.

All’interno di questa ottica, con MFG abbiamo voluto provare a realizzare fin da subito un film di forte genere , giocando con il linguaggio horror/thriller e provando a rendere un po’ imprevedibile quello che di solito è molto prevedibile. Per farvi capire cosa intendo : non è fantastico quando in “Dal Tramonto all’AlbaTarantino, ovvero il co-protagonista, muore a metà film? O quando si scopre all’improvviso che il bar è pieno di fottuti vampiri? Geniale. Uno lo guarda e dice…Cazzo! (anche se, come dice il nostro amico Fabrizio Aghilar, i trailer rovinano tutto il lavoro degli sceneggiatori)
A parte questo…molte…molte atmosfere, molti spunti sono venuti col tempo. Con l’evolversi del progetto. Un certo appeal supereroistico riguardo i movimenti della Creatura è arrivato con l’evolversi dello script… Ma non fatemi svelare troppo, anche perché allo stato attuale, è ancora incerto quanto di questo sarà incluso nelle riprese…
Un’anticipazione : Sicuramente presenteremo in un modo inusuale la paura e il dolore.”

IL GENERE A CUI MFG APPARTIENE

“Dicono sia difficile definire tramite i generi un nostro film. Prendete E:d:e:n…è fantascienza ? Ne siete sicuri ? Dopo averlo visto qualcuno lo ha definito epico…storico…
MFG sarà un horror…thriller…action…il tutto condito da venature di subdola critica sociale. No…forse non critica…ma descrizione. Una presa di coscienza, ecco.”

ATTORI SCONOSCIUTI VS ATTORI NOTI

“Siamo sempre stati dell’idea di utilizzare tutti attori sconosciuti. Crediamo aumenti l’immedesimazione…l’empatia…e quindi la paura del pubblico. Ci hanno proposto qualche cameo di attori famosi…ma abbiamo rifiutato.
Anche ora che il progetto è molto cresciuto di profilo…stiamo cercando di non valutare attori troppo famosi o riconoscibili. Non si sposa col contenuto del film…e rende sempre e comunque tutto meno gestibile. Più un attore è famoso e, ovviamente, più chiede soldi e più chiede tempi lunghi poiché nell’immediato è occupato. Due cose che non fanno proprio al caso nostro.”

(intervista rilasciata il 25-5-2006)

10 Commenti a “03 - L’IDEA E LA SUA EVOLUZIONE”

  1. STRATOCASTER M.E. scrive:

    CIAO
    COMPLIMENTI PER IL SITO
    DOPO TANTI SITI DI CINEMA CHE CI SONO IN GIRO, E’ UNA FIGATA VEDERE TUTTO QUELLO CHE Cè DIETRO

    NON VEDIAMO L’ORA DI SAPERE COME VA AVANTI “L’AVVENTURA”!!!

    MA LA FOTO DEL RAGAZZO NEL BOSCO E’ DI UNO DEGLI ATTORI DEL FILM?

    MARCO + ELENA

  2. Ghizzo scrive:

    grazie ragazzi. l’intento è proprio questo !! Non temete ci saranno molte sorprese.
    La foto è di uno degli attori che hanno recitato al cortometraggio E:D:E:N nonchè produttore associato.
    come scoprirete nei prossimi articoli la caccia agli attori di MFG è solo cominciata…

  3. Fabio G scrive:

    Quello? Quello è un mitomane che si è voluto far fotografare in un parco.

    Ah…no, mi sono sbagliato. E’ Angelo d’Agostino…già attore di E:d:e:n e di altri capolavori trash-amatorial-demenziali… Lui e i suoi amici hanno infatti inventato una saga che ha per protagonista un personaggio di nome Manuel Carrara (Playboy Decadence, Egeo’s Moment, Egeo’s Reloaded, Carlito’s Gay, Mambo…e i prossimi ManuelHeart e Egeo’s Revolutions)… Se vuoi saperne di più su questa compagnia di cretini :
    http://www.myspace.com/metaxastudios
    http://www.myspace.com/manuelcarrara

    La foto è lì perchè originariamente, quando MFG era concepito come un piccolissimo progetto indipendente, Angelo era in lizza per interpretare uno dei personaggi del film, Sean. Anzi, si puo’ praticamente dire che il ruolo era stato scritto su di lui…e quello del fratello di Sean, Ian, era stato scritto sul fratello di Angelo, Armando. Questo per farvi capire con quali passi ci si muoveva all’inizio. Alla sesta riscrittura della sceneggiatura, non so quanto sia rimasto di Angelo in Sean…

    Ciao Angel. O Manuel?
    Aspettiamo che Carrara posti sul blog…

  4. Alfio scrive:

    Non ricordavo più di essermi iscritto alla mailing list del sito di e:d:e:n…

    Comunque grazie!

    Ho avuto il piacere di vedere il vostro corto a gorizia, un paio di estati fa.

    In quell’occasione avevate parlato di un nuovo progetto, un progetto riguardante l’horror…
    Beh sembra che le cose stiano procedendo per il meglio!

    Vi auguro buona fortuna e sono molto curioso per il risultato finale.

    L’idea è forte e vincente.
    Rispolverare il magnetismo di alcune maschere degli anni 80 non sarà cosa facile, ma spero che le cose funzionino al meglio e che alla buona idea iniziale, ne seguano altre dello stesso livello.

    Con un’idea del genere si finisce per “stuprare” il panorama asfittico del cinema italiano contemporaneo…
    Magari il “bastardo” che sta per nascere creerà scompiglio…
    E chissà che l’apocalisse non la provochiate sul serio.

    Alfio

  5. Tenderlynn scrive:

    viva il “bastardo”!

  6. Bruce Willis scrive:

    (vi sto fissando)

  7. MuskleKid scrive:

    Ma perchè all’attore della foto sopra i capelli crescono in verticale ?
    Effetti speciali ?

  8. Manuel scrive:

    La Metaxa ringrazia per la pubblicità e invita i fan di Fabio&Fabio a visitare il nostro spazio ufficiale. Difendiamo l’attore nella foto perchè si tratta di un evidente fotomontaggio: noi lo abbiamo visto dal vivo e ora è calvo!

    Keep it going and join the revolution!

    The MetaxaTeam

  9. Fabio G scrive:

    …la Metaxa, invece di ringraziare, ci può dare cinque euro per la pubblicità.

    Musclekid… Carrara ti ha raccontato del progetto appena nato in cui sarai coinvolto?

    Questo è l’anno della riscossa ragazzi. E ho detto tutto.

    Manuel, non cercarti un altro lavoro…uno vero, intendo. Rimani libero. Alleati alla forza dei ribelli contro l’impero del cinema mediocre…

    Insomma, quanto ti chiamiamo per lavorare con noi, non accetteremo un no.
    Ti pestiamo.

    Ci si becca nelle notti san donatesi.

  10. Manuel scrive:

    Sono stato via e leggo solo ora il vostro invito.
    E’ sempre bello risentirvi ragazzi.

    Le notti sandonatesi ci aspettano.. ma anche quelle più lontane, nel tempo forse, ma non nell’essenza.

    Keep the dream alive.

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