AGGIUSTAMENTI PER IL MERCATO AMERICANO
“Non farò molte vacanze” mi risponde Fabio Guaglione. Siamo a San Donato Milanese, Luglio 2006…
“E neanche Fabio R credo che se la spasserà molto quest’estate. Innanzitutto dobbiamo finire il lavoro sulla sceneggiatura”.
Fabio&Fabio stanno infatti proseguendo la nuova stesura in seguito ad i feedback ricevuti da alcuni distributori del mercato americano. L’obiettivo infatti dei registi e della Bluestar Movies è quello di ottenere una nuova sceneggiatura migliorata, al di là delle richieste della R*****. Le trattative paiono infatti proseguire, e ci sono i contatti necessari per vedere se LionsGate e Miramax potrebbero essere interessate al progetto. O così almeno ci dicono i produttori. Chiedo ai due se hanno paura di questi sviluppi, cosa potrebbero comportare. Ulteriori slittamenti? Ulteriori perdite di controllo sul progetto? Non mi rispondono in modo netto. Probabilmente perché non possono saperlo, né possono tentare di influire su queste faccende.
Torniamo alla sceneggiatura. Le critiche principali che sono state mosse allo script di Fabio&Fabio (nonostante sia ovvio che sia piaciuto molto, sennò le parti non starebbero nemmeno dialogando) sono sostanzialmente due: la mancanza di chiari archi di sviluppo dei personaggi, e la mancanza di empatia. Ovvero, secondo i distributori americani i personaggi non suscitano quel coinvolgimento e quell’immedesimazione necessaria affinché il pubblico si interessi a loro, tifi per loro, si spaventi al momento delle loro sofferenze. Com’è possibile? Fabio&Fabio hanno toppato nella scrittura? “Non è così semplice”, mi rispondono. “Dipende dal tipo di film che vuoi fare. Come ti ho già detto, il progetto è cambiato, e sta cambiando tutt’ora. Ovvio che se parliamo con distributori americani, loro ci chiedono quello che è tipicamente americano. La cosa interessante è che loro stessi si rendono a volte conto della natura delle loro richieste. Parlano di ‘pubblico americano’, sapendo che ha richieste diverse da quelle di tutto il resto del mondo. Diciamo più elementari. Devi accompagnarlo mano per mano… Per fortuna per ora non ci hanno chiesto questo, ma semplicemente di approfondire i personaggi e i loro archi. Non snatureremmo mai un nostro lavoro per una richiesta meramente commerciale. Si parla comunque di migliorare il copione che abbiamo tra le mani”. Proseguono spiegandomi come stanno procedendo. Innanzitutto, per capire se sono sulla stessa lunghezza della B******* (responsabile della R*****). Il documento, frutto dei confronti tra Fabio G, Fabio R e Fabrizio Aghilar, viene steso in quanto posizione formale assunta dalla casa di produzione nei confronti delle modifiche richieste e dei suggerimenti proposti. Il fatto che una casa di distribuzione possa entrare nel merito artistico di un film mi sconvolge abbastanza, ma i Fabios mi dicono che è una cosa normale, soprattutto negli ultimi anni. Lo strapotere degli Studios. Il documento è diviso sostanzialmente in quattro punti:
1) Manifesto di scrittura e intenzioni generali nella stesura del copione di MFG (con lo scopo di far capire come e perché Fabio&Fabio hanno ideato e scritto in questo modo la sceneggiatura)
2) Riflessioni generali sui punti sollevati nella mail del distributore (quindi individuazione di punti condivisi e punti in cui non si è d’accordo)
3) Indicazione dei punti in cui F>>F andranno a operare per migliorare lo script
4) Riflessioni nello specifico riguardo le singole modifiche delle singole scene che i distributori hanno proposto.
Do una letta al documento e mi sembra (come al solito) concepito e steso con una professionalità e una padronanza della materia con cui raramente ho avuto a che fare. Per rendervi meglio l’idea, vi riporto degli stralci, anche ampi, perché credo siano molto interessanti. Ovviamente, ometto le parti in cui si va troppo nello specifico. Questo perché senza aver letto la sceneggiatura non si capisce effettivamente di cosa si sta parlando e soprattutto perché l’ultima cosa che vogliamo fare è svelarvi dei colpi di scena… E Mfg ne ha molti. Eccovi dei brani tratti da un documento destinato ad un responsabile di una società di distribuzione americana, ultimato il 23 Luglio 2006:
[…] “1) ABOUT WRITING MFG:
Per chiarire meglio la nostra idea del film e per spiegarti con quali intenzioni abbiamo scritto certe cose, volevamo precisare alcuni punti (in modo da offrire una chiave di lettura che si avvicini il più possibile alla nostra). Questi sono le linee direttive generali che ci siamo proposti quando abbiamo lavorato su tutte le stesure dello script:
- La linea generale principale è stata quella di non voler assolutamente scrivere un teen-horror movie “da catalogo”. Volevamo che MFG non fosse uno dei soliti film fatti con lo stampino e quello che noi chiamiamo lo “sceneggiatore automatico”, ma che avesse delle caratteristiche sue, una sua anima, dei tratti distintivi che lo qualificassero prima di tutto come Film anziché come Prodotto Anonimo, che lo distinguessero dagli altri horror. Questo comporta ad esempio la volontà di ritrarre personaggi interessanti e magari un po’ insoliti o di dare margini di importanza alla qualità di scrittura di per sé, per evitare di ottenere una sequela brutale di cut a bruciapelo tra un’informazione contenuta in un dialogo o un’azione strettamente necessaria e l’altra, facendo dell’atmosfera generale (che degenera diventando sempre più malsana) uno dei punti di forza del film. Ne consegue anche un’attenzione volta a voler evitare di offrire dialoghi palesemente di servizio o didascalici tipici di questo genere di film.
- In quest’ottica, abbiamo quindi scelto di far “venir fuori” i personaggi più per i loro modi di apparire, di agire e di reagire piuttosto che per i dialoghi. Spesse volte caratterizzare un personaggio di un film d’azione attraverso i dialoghi può risultare molto verboso, molto noioso, molto “artefatto”, poco cinematografico.
- La piena applicazione del punto precedente ci ha portato sostanzialmente a non voler dire dei personaggi molto di più di quello che serviva strettamente al film (a parte dialoghi finalizzati all’entertaining o che tirano in ballo in qualche modo la tematica principale del film). Da qui l’idea di accennare solamente alla lontana, o in alcuni casi non dire proprio, chi siano queste persone nella settimana, fuori dal bosco (MFG ha luogo quasi esclusivamente all’interno di un complesso di boschi… NdGhizzo). Volevamo in qualche modo farlo capire senza dirlo esplicitamente. Abbiamo pensato che la storia si setta nel bosco e che quindi ci interessava chi fossero loro lì. L’applicazione di questa scelta può essersi rivelata eccessiva e a tratti controproducente, ma volevamo almeno dire come siamo arrivati a ottenere questo risultato. Eliminare certe pesantezze relative ala spiegazione dei background dei personaggi ci è sembrato in linea con una certa “crudezza” che questo film vorrebbe mantenere, una linea che vorrebbe portare “dritto al sodo”. Probabilmente questa caratteristica si è affievolita con le diverse stesure e il risultato attuale che ci troviamo tra le mani è un ibrido che necessita di prendere una chiara direzione.
- Sempre nell’ottica di trovare un modo originale per trattare la dinamica action/reaction del genere horror e per discostarsi da una sua certa prevedibilità costitutiva, abbiamo cercato di giocare con certi cliché del genere, tentando di spiazzare il pubblico non rispettandone alcune aspettative. Esempio lampante è il personaggio di (qui vengono spiegati per filo e per segno alcuni esempi che non riporto perché gli spoiler sono vietati… NdGhizzo) […] Questo giocare, e in un certo senso “tradire”, le aspettative del pubblico, rende a nostro avviso il film più imprevedibile, e quindi più interessante da guardare. Un vero e proprio ottovolante di emozioni, emozioni non scontate.
- Una cosa per noi essenziale (tramite la scrittura prima, tramite la regia e la postproduzione dopo) è “far paura” utilizzando spesso modi e meccanismi non convenzionali, non già visti e stravisti. La paura per noi può essere data dallo strano comportamento di **** e dalle sue crisi (ancora prima che si manifesti chiaramente *****), dalle immagini delle automobili vuote […], dalla bellezza della natura e della composizione estetica delle sanguinose trappole che stritolano le vittime, da una malsanità generale sonora costante, dal sottotema stesso della violenza primitiva in quanto restauratrice di pace interiore, ecc… Insomma, crediamo che l’”insolito” possa fare molta più paura del “solito”… Certo, non si vuole ASSOLUTAMENTE fare un film d’essai, per cui ci saranno anche i tipici spaventi da sobbalzo sulla sedia…
- Insomma, come hai giustamente detto tu nella nostra telefonata, “non c’è niente di meglio che un film commerciale con una sensibilità europea”…!
2) ABOUT GENERAL THOUGHTS:
Ora, vogliamo condividere con te alcune riflessioni generali rispetto alle problematiche concettuali da te sollevate.
- Abbiamo sostanzialmente diviso le “questioni da risolvere” per quanto riguarda i personaggi in due rami: “arco narrativo” e “empatia”. Abbiamo quindi analizzato lo script prendendo in considerazione i personaggi sotto questi due punti di vista. Abbiamo capito cosa si può migliorare, ma di questo ne parliamo nella sezione “About What we’re gonna do”.
- Ci siamo posti il problema dell’arco dei personaggi nel genere horror… E ci siamo accorti (anche documentandoci e leggendo diversi saggi a riguardo) di una cosa. Sostanzialmente, in questo tipo di film o i personaggi non hanno un arco personale (ovvero, ce l’hanno ma è semplicemente quello che li porta a tirare fuori le palle e arrivare vivi alla fine del film), o è legato ad un trauma personale che diventa poi parte integrante della vicenda principale. Nella maggioranza dei film horror (es: Texas Chainsaw Massacre, the Hills have eyes, Deliverance… ) i protagonisti, o il protagonista, non ha un arco narrativo proprio, non ha una storia personale che si evolve in tre atti. O meglio, il proprio arco si risolve nel tentativo di sopravvivenza e, spesso, nella risoluzione di un mistero. Mentre in certi altri film horror, l’arco è costituito dal tentativo di superare un trauma che poi si ricollega direttamente con la storia principale (A nightmare on Elm Street, Scream, The Pool, The Descent…). Non volendo inserire alcun trauma principale nella vita dei personaggi (secondo noi diminuirebbe l’empatia con il pubblico), siamo rimasti nella prima ipotesi. Secondo noi il genere horror si presta molto meno di altri a inserire archi personali narrativi che possano essere sviluppati in tre atti (molto più semplice in film drammatici e comici). In questa versione della sceneggiatura l’arco di ***** è, rientrando nel primo filone, quello di iniziare il week end come una dolce ragazza in cerca di divertimento e […]
- …perché Wrong Turn non ha funzionato (Il distributore ha chiesto a Fabio&Fabio di guardare Wrong Turn in quanto esempio di quanto un film senza sufficiente sviluppo di arco ed empatia di personaggi possa floppare NdGhizzo) ? Secondo noi l’insuccesso di Wrong Turn non dipende dalla mancanza di archi dei personaggi, ma da una serie di altre caratteristiche negative.
Cast sbagliato e scontato (bellocci senza nessuna sapore). Tentativi di imbastire banalissime sottotrame con banalissimi dialoghi annessi (“ti prometto che una volta usciti da tutto questo ti sposerò”!). Noia mortale. Mancanza di scene d’azione o d’orrore particolarmente riuscite o memorabili. Il film è un collage di altri film già visti. Personaggi buoni e mostri cattivi senza il minimo carisma. 80 minuti scritti, diretti e montati in fretta e furia, confezionati con lo “stampino dell’horror” solo per vendere il trailer e convincere qualcuno ad andare al cinema se non c’è niente di meglio o noleggiarsi il dvd. […]
- Secondo noi non tutti i personaggi di un horror, o comunque di un team movie, devono avere un arco. Dan e Kurt (come più evidentemente Ken e Lisa) sono personaggi importanti ma di contorno, dei “joker” che servono a rendere tutto più saporito, divertente, spettacolare, intrattenitivo senza che le loro storie personali appesantiscano il film (stiamo ancora parlando di Archi e non di Empatia). In questo senso, ci pare giusto focalizzarci sugli archi di Laura, Patrick, Ian e anche Sean.
- Al di là degli archi dei personaggi di alcuni personaggi specifici, crediamo che il film in sé contenga un arco la cui evoluzione coinvolge tutti i personaggi e influisce sulle loro azioni. Concedici di citare uno dei file che stiamo preparando sui personaggi per esprimerci al meglio: ”MFG ha un sottotesto molto ricco di significati, in cui il tema principale è quello del conflitto uomo-sociale e uomo-animale. I personaggi attraverso la brutalità degli eventi vedranno distruggersi tutti i vincoli sociali e morali che ognuno crede insiti in sè stesso. Solo chi avrà la forza di accettare le nuove regole della natura, chi troverà in sé la capacità di abbandonarsi alla propria forza istintiva, riuscirà a sopravvivere. Molti elementi simboleggiano il passaggio dalla civiltà alla distruzione di questa, a vantaggio di una nuova consapevolezza. Ad esempio, il film si apre con […] e si chiude con […] I protagonisti portano con sè un bagaglio conflittuale che riguarda la loro posizione sociale. Il Film racconta infatti il passaggio da una vita normale (per alcuni personaggi si tratta di una vita alienante, svilente) all’interno della società, ad una condizione di sopravvissuti che dopo aver toccato il fondo, sono entrati in contatto con la parte più oscura, istintiva e violenta della propria anima. I personaggi che sopravvivono sono quelli che loro malgrado hanno distrutto ogni barriera culturale e sociale e sono diventate capaci di uccidere, qualcosa di più del semplice istinto di sopravvivenza, una presa di coscienza della propria essenza di essere umano. […]”
- Per quanto riguarda l’Empatia, ci siamo accorti che certe cose che volevamo suggerire invece che dire apertamente sono rimaste troppo implicite, e quindi non funzionali ad un coinvolgimento maggiore da parte del pubblico. Per fare in modo, come dici tu, che il pubblico abbia paura per i nostri eroi, bisogna che il pubblico li ami. Quindi, bisogna aumentare l’empatia, l’amore che gli spettatori nutrono per loro. Il massimo per noi sarebbe quello di coinvolgerli nelle loro vite, nella loro avventura, senza ricorrere a dialoghi troppo di servizio…dove per “vita” intendiamo non (o non solo) il loro background fuori dal bosco, ma il loro modo di essere, l’essenza della loro persona, che si può comunicare attraverso le decisioni che portano alle azioni e le sfumature nelle loro parole.
- Comprendiamo che magari alcuni dialoghi o alcune scene possono apparire un po’ lunghi, e magari qualcosa si può sforbiciare (anche se questo tipo di operazione è sempre possibile in montaggio). Il nostro timore è però che, togliendo parecchie di queste parti, il film si riduca a essere troppo “essenziale”, dove ogni battuta di ogni dialogo e ogni azione è strettamente connessa al proseguo della storia. Per costruire una dinamica di up and down di emozioni secondo noi servono anche momenti “di contorno”… Come dire, a volte anche ciò che appare inutile in un film, in realtà è utile nella sua economia complessiva. O comunque, l’ideale sarebbe camuffare da inutile ciò che si rivelerà utile per una maggiore comprensione della storia e dei personaggi. Siccome siamo italiani, permettici una metafora culinaria…secondo noi ciò che diversifica il nostro film dal solito horror è in gran parte il contorno…la salsa con cui abbiamo cucinato il tutto. Se mangiamo della pasta cruda e senza condimento, la nostra marca non fa il salto di qualità… Insomma, dobbiamo trovare il giusto equilibrio.
- La questione del Voice over (Dall’America il distributore ha suggerito di levare un Voice Over costante nel film NdGhizzo). All’interno di questa logica del voler differenziarsi dalle centinaia di film horror americani già esistenti o in produzione, abbiamo cercato di dare uno stile proprio al film, che si potesse sposare con la tematica stessa che stiamo trattando. Secondo noi i momenti in cui la voce esprime i suoi inquietanti ma sensati concetti, mentre assistiamo a delle immagini di stupenda natura o morte efferata, è uno degli elementi che rende MFG un’opera più interessante di un horror normale. Lo avvicina di più ad un Fight Club… Legata alla funzione della voce c’è anche una sorta di gioco che il pubblico pratica inconsciamente durante tutto il film, ovvero […]
3) ABOUT WHAT WE’RE GONNA DO:
Sostanzialmente, in seguito alla nostra telefonata e alle riflessioni scaturite grazie alla tua mail (brainstorming infiniti e tutt’ora in corso), questi sono i punti su cui stiamo lavorando in accordo con la linea generale che ci hai indicato.
- Sviluppare empatia per i personaggi. Stiamo cercando di capire come e dove inserire elementi (di dialogo o d’azione) che possano far affezionare maggiormente il pubblico ai personaggi. Questo implica svelare (o far capire) anche qualcosa di chi sono queste persone fuori dal bosco (perché la loro situazione sociale indica anche la loro essenza in quanto individui). A questo proposito…
- …Creazione background personaggi. Stiamo facendo una pensata su chi sono questi tipi nelle loro vite. Al di là di quello che poi inseriremo nello script, crediamo possa essere utile per tutti (anche per Barbara) creare un documento a parte in cui individuiamo chiaramente chi sono i nostri personaggi nella vita quotidiana, i rapporti tra di loro, qual è il loro cambiamento all’interno della storia, qual è la loro connessione al tema principale del film e il loro modo di agire/reagire all’interno della tematica principale di MFG.
- Utilizzare le informazioni ricavate dal documento sui characters per aumentare l’empatia verso i personaggi e accentuare i diversi archi narrativi. Un’altra operazione da fare è “pushare” diversi aspetti dei personaggi che abbiamo tenuto magari troppo tra le righe. […]
- Esplicitare molte cose che nello script secondo noi sono buone ma sono troppo “nascoste”. Nel senso che sicuramente sono nella nostra mente, sicuramente verrebbero fuori una volta iniziato a lavorare con gli attori, ma che non sono chiaramente venute fuori on the page. Per cui, chiarire meglio alcune dinamiche di rapporti (Ian/Patrick ; Ian/Monica/Sean, ecc), chiarire spunti o addirittura aggiungerne di nuovi (in seguito alla creazione del documento sui personaggi). Ad esempio […] Certo, per non spiattellare tutto, sarebbe meglio che questi spunti non fossero concentrati nel primo atto.. Alcune pause del secondo atto sono sicuramente più congeniali (la notte in cui muore ****, ad esempio).
- Abbiamo affrontato ciò su cui stiamo lavorando solo in linea generale… Abbiamo già pensato a tanti piccoli cambiamenti, che è poco proficuo scrivere in questa sede invece che sullo script, che secondo noi daranno i frutti nella direzione che ci hai indicato. […]”
Il bello è che tutto questo è solo la punta dell’Iceberg. Dopo aver letto il documento di circa 20 pagine, Pete, il produttore, manda un Sms ai due Fabi “ho letto la vostra risposta dettagliata e vi faccio i miei complimenti per la lucidità, la professionalità, il vostro carattere da DIRECTORS e…la diplomazia che ne traspare…per me è green light! Fatela pure tradurre. Ragazzi, we’re on the same page…non vogliamo distributori isterici, ma gente con cui collaborare… Non firmeremo finchè non troveremo chi capirà voi e il film. Un abbraccio, Pete”. Fabio&Fabio mi sorridono, dicendomi che anche Pete è quantomeno diplomatico, e che bisognerà vedere quanto margine di discussione ci sarà con le case di distribuzioni americane…ma il messaggio gli ha comunque fatto piacere. Non dev’essere semplice essere in qualche modo “artisti” (non amano questa parola) inseriti in questi meccanismi che di artistico a volte paiono avere ben poco. Dall’America arriva una prima risposta al documento la cui essenza è “più o meno siamo d’accordo, ma finchè non vediamo lo script migliorato, non firmiamo la distribuzione”. Niente firma del distributore, niente fondo americano, niente film. Per cui, sostanzialmente, si procede. Fabio&Fabio hanno quindi lavorato circa una quindicina di giorni per creare la nuova stesura della sceneggiatura, che è quasi finita, di cui paiono abbastanza soddisfatti. Dovrà essere approvata dalla Bluestar Movies, tradotta, e spedita in America per una risposta. Fabio G parla di quanto non si senta bene pensando di andare in vacanza, perché per lui “non si è ancora fatto niente”, non rendendosi conto di quanto invece il loro lavoro sia costante e, per certi versi, pesante. Non mi è ancora chiaro quanto per loro lavorare ai loro progetti sia un piacere e quanto sia un’ossessione.



18 Settembre 2007 alle 11:28
…ma quindi sto film lo fate o no?
20 Settembre 2007 alle 01:45
Tutto sto casino solo per la storia? E allora per farlo il film? Chissà che casino…..
Se guardi gli extra dei dvd riesci a capire un pò il bordello da fare, ma qui è ancora più nei particolari… addirittura la storia!
20 Settembre 2007 alle 03:16
Si chiama “pre-produzione” e spesso è ben superiore alla “post-produzione”.
Da parte mia vi capisco e vi auguro un in bocca al lupo.
Spero di conoscervi presto
20 Settembre 2007 alle 11:27
Come “addirittura la storia”, Flashodoro…senza un copione vincente come lo tiri fuori un bel film? Nemmeno Al Pacino può fare miracoli se la storia fa cagare…Gigli docet!
20 Settembre 2007 alle 14:01
No, ma nel senso che non pensavo ci fossero così tanti problemi e decisioni dietro la storia…dettati poi non dal regista ma dai produttori.
Pensavo che una volta scritta la storia più o meno si seguisse senza problemi… questo fino a quando ho cominciato a spulciare i dvd… ma qui proprio sta venendo fuori una “battaglia”! Sembra la gestazione di un parto!
Comunque è troppo interessante! Vedi prendere vita le cose!
21 Settembre 2007 alle 12:54
Leggendo questo blog mi rendo conto di quanto sia difficile realizzare un film…
L’avventura vera e propria è farlo!
Non mollate,
Cri
21 Settembre 2007 alle 15:01
Cazzo, che curiosità che mi avete fatto venire…
22 Settembre 2007 alle 12:15
…domanda stupida, ma qual’è il confine che un produttore o un distributore non possono oltrepassare per cambiare una sceneggiatura?
23 Settembre 2007 alle 18:22
Caro Dart°FuckeR….
La domanda è TUTT’ALTRO che stupida…e la risposta è una drammatica questione per tutti gli artisti che provano a realizzare le proprie visioni…
Diciamo che non c’è un “confine” ufficiale. E’ la legge della giungla…o per meglio dire, la legge dello Show Biz.
Il segreto (facile più a dirsi che a farsi) è quindi quello di trovarsi un bravo produttore…che sappia fare il proprio mestiere, che capisca il film che tu vuoi fare, e che lo protegga il più possibile…
Per quanto riguarda i distributori (o i cosidetti “studios”), lì c’è poco da fare. Chi mette i soldi, chi mette la distribuzione…ha l’ultima parola. Per cui…
Di fronte a richieste che un regista trova discutibili… un regista credo debba pensare alla natura di quella richiesta, a capire se la soluzione proposta sia la migliore, e nel caso non lo fosse cercare di trovare un’alternativa che possa rientrare nella sua visione del film e che risponda ad una necessità (a volte reale e ben motivata) del distributore o del produttore…
Ma, ripeto, non ci sono confini! Non ci sono regole! It’s the fucking moviemaking, man!
A meno che si voglia lavorare per sempre nell’indipendenza assoluta (con tutti i pro e contro), prima si comincia a imparare a gestire queste cose, e meglio è…
Noi abbiamo imparato? Onestamente… boh….
9 Ottobre 2007 alle 17:45
…sentite, basta lagnarvi: mollate tutto, fate il vostro filmino da soli come con gli altri e non rompete li cojoni.
10 Ottobre 2007 alle 20:25
Nessuno si lagna, caro Spassionato.
Purtroppo fare i “filmini” non è semplice come credi. Non siamo nel paese dei balocchi.
Questo blog è stato concepito anche per provare a spiegare questo, e a giudicare dalle mail che riceviamo, è un argomento che interessa a molti.
Bye for now…
10 Ottobre 2007 alle 21:09
ciao sono Daniele.
Vorrei lavorare con voi. Sono bilingue…già lavorato in inglese. ha, sono attore.
sono anche tra i vostri contatti myspace…
In bocca al lupo!!!
Ciao
D.
11 Ottobre 2007 alle 14:35
…Daniele ma cosa vuoi fare? Ma non hai capito che MFG è un baraccone che sta affondando? Fatti un book, vai a Roma. Prova con Muccino jr (checchè ne dicano, il vero cavallo vincente del cinema italiano).
12 Ottobre 2007 alle 00:27
Daniele, pensa che bello sarebbe collaborare su un progetto (non stiamo lavorando da tempo esclusivamente al “baraccone” MFG) ance solo per farlo poi vedere al nostro amico sempre più spassionato, eh?
Caro spassionato, poichè le sparate a zero sono un po’ gratuite e nulla-producenti, ti invito ad un confronto dialettico: cosa intendi dicendo che Muccino jr è il vero cavallo vincente del cinema italiano?
A te la palla.
14 Ottobre 2007 alle 23:05
Fabio, posso scriverti in pvt per chiederti un parere su come presentare al meglio uno script ad un produttore? Partendo dal presupposto che non dispongo nè di un E:D:E:N nè di un Silver Rope…anche se nel mio piccolo sto portando a termine una piccola produzione interessante che forse potrebbe rappresentare un dignitoso biglietto da visita.
Per non andare troppo OT, chioso dicendo che secondo me i tanto vituperati Muccino Bros sono tutt’altro che la piaga del cinema italiano.
15 Ottobre 2007 alle 01:22
Ciao Pier.
Non vorrei essere frainteso… Secondo me i Muccino (più che altro il grande) non sono assolutamente la piaga del cinema italiano… Però vorrei capire cosa intende Spassionato per “cavallo vincente”…
Scrivimi pure per lo script…
24 Ottobre 2007 alle 22:00
Ehm, arrivò la mia mail?
25 Ottobre 2007 alle 00:26
Sorry pier… sono sopraffatto dalla pre-produzione del nostro nuovo lavoro, “Afterville”…
volevo chiederti se avevi un contatto Skype, che faccio prima a parlarti a voce che a scriverti una risposta degna di nota…
Ok?
27 Ottobre 2007 alle 20:14
Ciao Fabio, skype non lo uso mai ma ce l’ho. Ora sto uscendo, ma domani via mail ti lascio il contatto, che tra l’altro è facile stìa online a lungo e magari ti becco.
Grazie e buona serata,
PF
1 Novembre 2007 alle 01:50
ma questo blog è morto? l’ultima news è di 1 mese e mezzo fa!
1 Novembre 2007 alle 02:04
Ciao Piro.
No, “tradizionalmente” in questo blog gli aggiornamenti non sono velocissimi (in qualche post qua e là abbiamo più volte spiegato il perchè).
Cmque so che Ghizzo sta confezionando i prossimi due post…
20 Novembre 2007 alle 11:56
Ciao Fabio,
non ho più avuto tue news e mi chiedevo come stessero procedendo i lavori.
A breve a Roma ci sarà l’anteprima di uno degli ultimi film che ho girato e mi farebbe oltremodo piacere avervi in sala.
Yoon
23 Novembre 2007 alle 00:54
Hola…
Torno giusto ora delle riprese di un nuovo lavoro che abbiamo girato a Torino, e che presto dovrebbe essere annunciato ufficialmente.
Roma? Proiettano The Silver Rope al cinema Fandango tra l’1 e il 2 Dicembre per il festival de Ilcorto.it …
Se riusciamo (arduo), facciamo un salto…. L’anteprima del tuo film quand’è?
17 Dicembre 2007 alle 02:42
Ciao ragazzi,
intanto complimenti per tutte le produzioni (eden, silver rope,etc..) che avete fatto!!! sono contento che qualcuno in itlia spinga dei progetti interessanti e soprattutto di qualità.
cmq a parte la sviolinata, mi piacerebbe scambiare due chiacchiere con voi via email o su msn, come vi pare…. io lavoro in una società di postproduzione e animazione di roma…. in particolare mi interesso di 3d (modellazione e animazione) e compositing, quando riesco perchè il 3d mi porta via già tanto tempo.
A prescindere dalla società per cui lavoro, spesso mi piace collaborare con gente esterna per crescere anche in campi da me poco esplorati.
La post produzione cinematografica mi interesserebbe molto, anche perchè mi sono un po’ rotto di quella televisiva (che come potete vedere , a parte sky, la tv in etere ha dei lavori di post produzione veramente di basso livello e non perchè chi li fa non li sa fare, ma perchè a volte o sono scelte delle reti televisive….e ho detto tutto…. o e a causa dei tempi molto ristretti che la tv impone…io ho avuto a che fare con programmi televisivi, che non cito per non fare pubblicità, e vi assicuro che si lavora male).
Insomma mi piacerebbe collaborare con voi per quello che mi compete…cmq in ogni caso aspetto una vostra rispota…
ciao ragazzi
continuate cosi!
17 Dicembre 2007 alle 22:19
Ciao Dan (hai preso il soprannome da uno dei personaggi di MFG?)
che dire…grazie per i complimenti…
Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Hai una reel?
Se vuoi un contatto mail manda pure su info@fastandforward.com … oppure dammi il tuo contatto msn…
Servono sempre soldati di postproduzione disposti a morire per vincere la guerra.. generali, alfieri, pedine…
Let us know,
F
22 Marzo 2008 alle 12:48
GHIZZO!
AGGIORNI O NO!?!?!?!?
24 Marzo 2008 alle 12:14
Figata di progetto!
Ma cos’è questo Afterville? Ho trovato su internet annunci di questo progetto.. E’ collegato a My Favourite Game?
11 Aprile 2008 alle 13:05
ragazzi scusate la mancanza di aggiornamenti cronica…
tante cose d fare , nuovi progetti… ecc…
afterville non è collegato a myfavouritegame, è un nuovo cortometraggio di fabio e fabio che verrà proiettato a torino il 16 aprile. Anche questa volta come per silver rope ho realizzato insieme ai Fabi il making of anzi direi la featurette del film…
spero di potervela mostrare al più presto.
a presto