Pubblicato il 19 Aprile 2007 da Ghizzo

L’universo di persone, eventi e difficoltà che esiste e ruota attorno alla realizzazione di un film è indescrivibile, in continuo movimento, in continuo mutamento. Per farvi capire che tipo di moti ondosi e burrascosi smuove la vita di un giovane filmaker in ascesa, vi riporto qui di seguito tre e-mail che Fabio Guaglione mi ha mandato più o meno nell’arco di un mese.

02/06/2006 ore 2.15

“Ciao Ghizmo.
L’incontro di oggi con la produzione è stato portatore di nuovo vento.
Entro i prossimi 15 giorni dovrebbero firmare l’accordo con una major distributiva per l’Italia e durante il festival di Cannes un piccolo distributore americano si è interessato al film per un’eventuale contratto di distribuzione per gli States che permetterebbe l’approvazione del fondo americano e quindi la chiusura del cerchio.
Il prossimo mese è definitivo…la produzione si è prefissata come obiettivo quello di avere tutti i soldi entro il 12 di Luglio e, qualche giorno dopo, buttarci su un aereo per Puertorico, preprarare in due mesi il film, girarlo a Novembre e consegnarlo l’estate dell’anno prossimo per la distribuzione…
Cose molto belle da dire e pensare, ma riteniamo che per preparare questo film (o almeno quello che è diventato) ci voglia molto più tempo. Noi cerchiamo di tenere costantemente in considerazione le tempistiche effettive di lavoro, sommate a quello che viene definito “l’attrito del reale”, e I toni con la Bluestar si sono fatti a tratti piuttosto accesi… Verso la fine dell’incontro abbiamo capito che il problema di Pete era la data di consegna al distributore, e quindi gli abbiamo detto che preferiamo un mese in meno di postproduzione e un mese in più di preproduzione…
A presto altri aggiornamenti…Dopo il festival ad Arezzo (Cyborg Film Festival di Anghiari NdGhizzo) è prevista una mega riunione in cui iniziamo ad affrontare argomenti inerenti la preparazione del film… Viviamo in un limbo per cui, da un momento all’altro, qualcuno può chiamarci e dire “abbiamo i soldi, partite per PuertoRico”…Mi pare che non si calcolino mai margini di rischio… Pericoloso e avventuroso per chi, come noi, pianifica tutto nel dettaglio per non arrivare impreparati sul set. Vedremo quel che succederà…certo è che quando il mare si muove, si muove.
F>>F”

09/06/2006 ore 1.38

“Ciao Ghizzo…
Prima di andare a letto, volevo comunicarti un passaggio importante per MFG e quindi per il nostro/vostro blog.
Dopo il Cyborg Film Festival in Toscana andremo direttamente a Roma per un incontro con la produzione… Dobbiamo fare un riepilogo di tutto ciò che è necessario fare nella fase di preparazione e preproduzione. Questo perchè l’aria che tira è quella, dopo molto tempo di attesa e crescita esponenziale del progetto e delle sue ambizioni, di “correre”. Si parla di girare in una terra straniera (Puertorico, come sai) con soli due mesi di preproduzione. Non credo sia possibile.
Ho passato molto tempo a rileggere e sintetizzare diversi documenti forniti dalle parti finora interpellate riguardo Visual FX, Special FX, Scenografie, ecc… My Favourite Game è senz’altro diventato mastodontico. Inutile nasconderlo. Inutile… Dopo cinque ore di riunione ho detto a Fabio R “a parte le esplosioni finali, in questo film c’è tutto quello che c’era in Predator, e anche di più…” e lui, quasi sconsolato mi fa “e allora aggiungiamo anche le esplosioni…”
Risata amara.

Tornare a lavorare sul film dopo un periodo di stand by ci ha permesso di vedere meglio alcune cose…quasi osservarle dall’esterno, con distacco. Abbiamo ripreso in mano lo storyboard (quasi 1400 disegni!) analizzando per SFX e VFX inquadratura per inquadratura al fine di capire la miglior realizzazione possibile (tempistica sul set, difficoltà di post, ecc)… E mi sono reso conto che c’è ancora molto da fare. Molto. Dai un’occhiata alla lista…e non ti spaventare (si riferisce a un documento di lavoro che mi allega nella mail: sostanzialmente una lista riassuntiva, divisa per reparti, di tutto ciò che c’è da fare nei mesi di pre-produzione di MFG NdGhizzo).
Se si vuole fare questo film, così com’è, senza tagli radicali, serve del tempo, della cura, della consapevolezza.
L’ultima crediamo di averla. Che ce la lascino usare.
F>>F”

01/07/2006 ore 20:47

“Strana la vita, Ghiz. E non riesco ancora ad abituarmici, a questa stranezza.
Sono appena stato al telefono con un responsabile della BlueStar, Pietro, che in questo momento è a Los Angeles… Sta prendendo i contatti con alcuni operatori del settore degli SFX e degli Stunt Coordinator che hanno lavorato a filmetti come Predator (che ormai è in tutto e per tutto il padre putativo di MFG) Die Hard, Transformers, ecc. Questi Signori, che hanno lavorato nella loro vita con gente come Stan Winston o Chris Cunningham, si sono dimostrati interessati, stanno leggendo la nostra sceneggiatura, e valutando costi e tempistiche.
Perchè, come sai, la produzione sta valutando l’ipotesi di girare il film a Puertorico… Cosa di cui sono abbastanza convinti, nonostante le nostre enormi perplessità. A proposito di questo, saremo Lunedì e Martedì a Roma, e Mercoledì, Giovedì e Venerdì a Londra.
Meeting di produzione (che si preannunciano decisivi e “duri”) e primi incontri dal vivo con attori che ci erano parsi interessanti dai provini video realizzati quasi un anno fa…
Strana la vita.
Manteniamola così.”

…Personalmente il solo sentir nominare Stan Winston mi aveva provocato un mancamento. Se non sapete chi è (AAArrrrgh!) è il tizio che ha creato gli effetti speciali e le creature di un’enormità di opere tra cui Aliens, Predator 1 e 2, Jurassic Park, Terminator 1, 2 e 3, Constantine, ecc…
Certo, bisogna restare coi piedi per terra ed evitare di farsi trasportare troppo dall’entusiasmo.
come avete iniziato a capire in questo mondo non si può mai essere sicuri di niente, un giorno il vento soffia gentile da oriente, il giorno dopo la nebbia persuade gli scoiattoli al letargo. E’ un percorso lungo, intricato e pieno di burroni.

Vi posso già anticipare che nel succedersi degli eventi le collaborazioni con i suddetti guru degli special effects non si concretizzeranno
… ma l’aver incrociato la strada con queste persone, anche solo per via traversa è comunque un segno che ci indica di essere sul binario giusto.

13 Commenti a “14 - COME CAMBIANO LE COSE (E COME E’ STRANA LA VITA)”

  1. igraine scrive:

    Sicuri che sia proprio questa la lezione da trarne?
    E non piuttosto: si tratta di un mondo, quello delle produzioni commerciali, in cui persone di non grande levatura morale si permettono spesso di dire tutto e il contrario di tutto, sprezzanti e indifferenti all’idea che dietro certi progetti non ci siano pupazzi di cartapesta bensì esseri umani in carne ed ossa, gente con il diavolo in corpo che si danna l’esistenza pur di poter un giorno vivere delle proprie visioni?
    Mai prendersi troppo sul serio.
    Mai prenderli troppo sul serio.
    … E se non fosse il binario giusto??

  2. Fabio G scrive:

    Ciao Igraine, e benvenuta sul nostro blog.

    Diciamo che…se si vuole fare un certo tipo di film (che esulano quindi da una logica artistica e produttiva prettamente indipendente), il binario da prendere è quello. Passare attraverso major e studios.. Anche disponendo di ingenti capitali (sebbene fosse un NOTEVOLE passo avanti), bisognerebbe fare i conti con alcuni aspetti dell’industria. Perchè noi preferiamo percepire il cinema come un’industria, seppur bislacca e atipica, piuttosto che un enorme comune artistica senza alcun tipo di regolamentazione.

    Diciamo che…il binario giusto sta sostanzialmente nello scegliere le persone giuste. I collaboratori giusti. Il PRODUTTORE giusto, che ti difende, ti protegge. Che ama e conosce il film che vuoi fare. Che lo aiuta, invece che ostacolarlo. Qualcuno che rispetti la tua visione.

    Poi..che ci siano persone di “non grande levatura morale”…beh, questo è indubbio. Indubbio. Ma come in ogni campo lavorativo. Il dire “tutto e il contrario di tutto” è a volte legato al fatto che davvero le cose cambiano da un giorno alll’altro… è un mondo strano, un’industria strana. Legata come non mai a flussi imprevedibili di eventi.

    Qualcuno potrebbe dire “ma voi non avete realizzato E:d:e:n e The Silver Rope in modo totalmente indipendente? Perchè non rifarlo su un film?”
    Beh…erano due corti, caratterizzati da un budget (e relativo “rischio”) parecchio ridotto, e da nessuna aspettativa.
    Nel momento in cui qualcuno è disposto a investire centinaia di migliaia di euro in un film, e qualcuno è disposto a distribuirlo nei cinema… Bisogna, per forza di cosa, rendere il conto a qualcuno. Collaborare.
    Ed il filmaking è questo. Non c’è un film che amate che non sia stato realizzato sulla base della collaborazione e, nel senso migliore della parola, del compromesso.
    La chiave sta nel rispettare la visione del regista, lo spirito della sceneggiatura, l’apporto degli attori, le idee del direttore della fotografia, dello scenografo, del compositore delle musiche…

    Moviemaking.

  3. igraine scrive:

    Ciao Fabio.

    Diciamo che…mi trovi piuttosto d’accordo.
    Soltanto, che QUELLO fosse il binario giusto non mi sembrava affatto un’ovvietà. Anzi.
    Poi, se è vero come è vero che quando parliamo di cinema alludiamo al tutto (l’industria) così come alle singole parti che lo compongono (le opere filmiche), non possiamo non considerare che la prima vive solo grazie, e per, l’esistenza delle seconde.
    Che lungi dall’essere il prodotto di scellerati membri di comunità artistiche anarcoidi, non necessariamente devono piegarsi a vedere la luce in un clima in cui la logica di mercato (un certo tipo di mercato) la fa sempre e comunque da padrone (sarebbe quello il principio regolamentatore?).
    Proteggere e difendere la linfa di una pianta “atipica e bislacca”: a chi l’arduo compito?
    Questione di visioni. Questione di scelte.

  4. Fabio G scrive:

    ad ogni modo il film, ora come ora, è fermo. Cioè non si fa più

  5. Fabio G scrive:

    Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Qualcuno che si spaccia per me. Lusingato…?

    Caro mitomane, se non sei “loggato” è evidente che sei solo un replicante… Per i meno esperti, diffidate da qualcuno che si chiama Fabio G ma il nomino non è blu..perchè vuol dire che non è uno degli amministratori di questo blog…perchè non ha la password. Cosa che io, essendo il vero Fabio G, ho.

    Detto questo…torniamo a questioni più importanti, Igraine.
    Dici che l’industria vive solo grazie e per l’esistenza dei film…sei sicura?
    Non è valido anche il viceversa?

    Se non ci fosse un’industria a sorreggerli, finanziarli, distribuirli… i sogni di molti registi non diventerebbero mai realtà. E’ un gioco di ruoli. In america per esempio molti film indipendenti sono finanziati da producer diversi ma dai soldi delle major stesse (vedi Warner indiependent).

    Per “principio regolamentatore” non intendo assolutamente il dominio di una delle parti..ma semplicemente la struttura e la logica funzionale di un’azienda..di un settore… Nei limiti, ovviamente, visto che si parla sempre di opere filmiche, e quindi di prodotti mai completamente codificabili secondo le “tabelline” degli addetti alle vendite o dei marketing specialist.

    Poi…non vorrei che passasse il messaggio che noi ci stiamo biecamente piegando ai voleri dei potenti studios…. tutt’altro, cari miei!! Tutt’altro! Stiamo costantemente lottando per cercare un compromesso ragionevole e non uno sfruttamento… Sappiamo di essere esordienti e che quindi non possiamo pretendere tutto… ma,come dici tu, è una questione di scelte. Noi le scelte le facciamo e ne affrontiamo le conseguenze.

    Cosa significa tutto questo? Beh…segui, seguite il blog per sapere cosa succede…e per conoscere il tormentato cammino della realizzazzazione di mfg, e delle scelte che siamo chiamati a fare. Gli aggiornamenti inizieranno a essere sempre più frequenti…

    L’importante è il rispetto della visione degli autori, nei limiti di una logica produttiva e, costitutivamente, di profitto. Gioco di squadra. Difficile da ottenere, ma è lo strumento per poter superare tutti gil ostacoli. Cosa mi dici di questo?

  6. igraine scrive:

    Se è vero anche il contrario?
    In parte.

    Si pensi alle innumerevoli opere prodotte che circolano e riescono ad ottenere almeno una prima visibilità grazie ai circuiti festivalieri (molti dei quali totalmente estranei al sistema-industria…dovreste saperne qualcosa…) e a come, al contrario, nessuna industria cinematografica potrebbe mai consistere senza i suoi oggetti-film da finanziare, sostenere, distribuire.
    Comunque, piuttosto che accanirsi a stabilire CHI viva grazie a CHE COSA, mi pare che sia di assicurarsi che questo circolo divenga virtuoso che dovremmo innanzitutto preoccuparci.
    Virtuoso. E in quale prospettiva?
    Io direi in quella di permettere ad autori di vario ordine e genere di dar libero sfogo ai propri tumulti senza che qualche volontà mercificante non stia sempre là, in agguato, pronta ad intervenire e snaturarli in qualsiasi momento.
    Assolutamente d’accordo.
    Se il mio circolo virtuoso è il tuo gioco di squadra, dovete solo continuate a lottare.

  7. Fabio G scrive:

    Assolutamente, cara Igraine.
    M’immagino che nessuno dei due volesse stabilire niente… solo sane chiacchiere da bar…un bar decisamente colto.

    Che lotta sia.

  8. igraine scrive:

    E lotta sia.
    Ho l’impressione che sappiate come fare.

    Comunque, era a me stessa che rivolgevo quell’invito.
    Cercando di non cedere all’umana tentazione di stabilire se sia nato prima l’uovo o la gallina.
    Le chiacchere da bar, io le adoro.

  9. Fabio G scrive:

    Siamo in due.

  10. Fabio Macedonio scrive:

    Igraine, è vero che ci hai la figa storta?

  11. Ghizzo scrive:

    mi stavo domandando… ne vale la pena di sopportare gli insulti gratuiti e le volgari intromissioni di burloni perdigiorno che di tanto in tanto depositano i loro piccoli petit cadò in giro per blog e forum a fronte di una libertà di espressione pressochè totale (almeno qui) ?… direi di si… in fondo è un piccolo prezzo

  12. igraine scrive:

    Ciao Ghizzo:
    stavo per rispondere al tizio ma mi sa che hai proprio ragione tu: questo blog è un aggeggino interessante e il prezzo è davvero inconsistente.
    E seguirono 92 minuti di applausi consecutiivi.

  13. Giani Bigud scrive:

    …ANDATE A LAVORARE SEGAIGLIUOLI!

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