Realizzare un film, soprattutto un’opera prima, è sempre e comunque un’impresa. Perché oltre a tutte le difficoltà intrinseche nel fare un film, ci sono anche tutte le “varie ed eventuali” che vengono prima di farlo… Le difficoltà strutturali che portano con sé incertezza e instabilità. Conseguenti a queste difficoltà sono direttamente riconducibili stati d’animo altalenanti e spiriti messi duramente alla prova. Per essere giovani filmakers venuti dal nulla, per fare del cinema indipendente, ci vuole tenacia. Ma anche i più tenaci a volte possono essere giù di morale…
Ancor prima di essere un Diario di produzione, questo blog è un Diario… Quindi è suo compito raccogliere anche gli stati d’animo dei suoi protagonisti.
Raccolgo qui un moderato sfogo di Fabio G in un momento particolarmente critico, risalente all’inizio del 2006…
“Eravamo partiti spediti. Troviamo qualche migliaia di Euro, prendiamo i nostri amici attori, una camera digitale MiniDV, andiamo in un bel bosco e giriamo. Facciamo un film. Ha. Ha. Ha.
Poi abbiamo trovato un accordo con una casa di produzione, e sembrava che dovessimo andare a girare senza problemi, entro qualche mese.
Poi però, la possibilità di firmare un accordo con una major distributiva ha spaventosamente alzato il tiro del film. In fase di storyboard soprattutto…diciamo che non ci siamo molto limitati. Abbiamo immaginato il film non in funzione del budget, bensì in funzione di quello che davvero avremmo voluto. E budgetizzarlo ha voluto dire capire che avevamo sforato. Di brutto. Errore nostro? In parte sì, e in parte no. Prima di tutto perché immaginare un film nella sua forma migliore non è mai un errore. Secondo perché l’aumento del budget rispetto a quello iniziale fu anche dovuto all’aggiunta di una ventina di pagine di sceneggiatura che la BlueStar ci commissionò per motivi burocratici di finanziamento.
La ricerca del capitale mancante si concretizza quindi in una dilatazione dei tempi e in una progressiva perdita del nostro controllo sul progetto… Il tutto, aggravato dal fatto che il nostro film è pensato tutto in esterni… Per cui anche se domani arrivassero i soldi e fossimo pronti per girare a Gennaio… (si parla di Gennaio 2007 NdGhizzo) Ci sono le precipitazioni piovose, c’è meno luce solare, i boschi sono spogli. Quindi o si gira fuori dall’Italia, o si aspetta la prossima primavera. Per ora la Produzione fa ipotesi su Puertorico (che ha un ammortizzazione legale dei costi on loco del 40%, la più alta del mondo) o Sud Africa (a causa dell’amicizia con i produttori di Hotel Rwanda)… Stiamo facendo i Giochi dei Grandi o stiamo perdendo la bussola?”
Il 15 Febbraio 2006 ha luogo una tanto attesa riunione tra Fabio&Fabio e i produttori. Da come ne parla Fabio G, la riunione dovrebbe stabilire dei punti fermi: quando si parte, qual è il budget finale stabilito, ecc… La riunione non dà però gli esiti sperati. Non dà niente di definitivo, anzi.
Poco prima la riunione, il line producer del film ha presentato alla Bluestar un budget approssimativo del film. La cifra è superiore alle aspettative della produzione… e questo pone di fronte a dilemmi e difficoltà.
Fabio&Fabio si stanno confrontando con i primi fantasmi dei filmakers alle prese con il Sistema…
Approveranno (definitivamente) la sceneggiatura così com’è? Con tutte queste persone ed entità che stanno entrando in gioco, a chi spetta l’approvazione definitiva?
Imporranno dei tagli alla sceneggiatura dovuti ad un ipotetico taglio dei costi?
Sarà possibile restare nei limiti del budget stanziato senza modificare sostanzialmente la sceneggiatura e lo storyboard?
Le date di shooting slitteranno ancora oppure no ?
E, soprattutto, è presente l’eventualità (apocalittica) che salti tutto quanto ?
Questi ed altri inquietanti interrogativi troveranno forse una risposta decisiva nella riunione prevista per il 1° marzo con la produzione…
Forse. Sto imparando che nel mondo del cinema, niente è poi così definitivo.
Non ci sono cose definitive, ma ci sono cose chiare. Non si girerà a Maggio. Fabio&Fabio hanno firmato il contratto e pianificato tutto il loro lavoro pensando di girare nella primavera del 2006, ma le cose non andranno così.
Come ha preso Fabio la cosa?
“[…] Per accettare tutto questo, sono diventato molto Zen. Perché si sta facendo tutto in funzione di un film migliore. E anche perché ora ci stiamo occupando parallelamente anche di altri progetti. Ma non è stato facile. Ho passato una settimana a realizzare che il film pianificato da un anno da girare a Maggio…non si sarebbe girato a Maggio. E non si sa quando si girerà. Cazzo, stiamo su questo film da tantissimo tempo…e ci lavoriamo sopra, e lo miglioriamo, e lo miglioriamo…ma non abbiamo ancora la minima idea o certezza di quando si farà… E’ una situazione che mette alla prova i nervi, lo spirito… Ma non ci si arrende per così poco.”
Lasciatemi fantasticare due secondi. Se la storia raccontata in questo blog fosse un film, questo sarebbe forse l’incontro con quelli che Chris Vogler chiama “i Guardiani Della Soglia”, ovvero il momento in cui l’eroe, a pochi passi dalla porta per il mondo magico, è tentato di abbandonare il cammino ancor prima di cominciarlo. Istanti in cui ansie e paure dell’ignoto sembrano prendere il sopravvento.
Vorrei rammentare a Fabio che i guardiani della soglia sono personaggi che tendono a scomparire e a perdere la loro connotazione terrorizzante una volta oltrepassati. Lui stesso mi ha confessato che sia durante la lavorazione di E:d:e:n che durante quella di The Silver Rope c’è stato un momento in cui tutto sembrava perduto, infattibile, destinato a non nascere. Gli consiglierei di ricordare quei momenti, trovando in loro conforto e nuova forza.
Non posso non esemplificare questo momento con un film anni ‘80 (sono pur sempre Ghizzo): rammentandogli una scena del nostro amatissimo Labyrinth in cui Sara (una giovanissima è già splendida Jennifer Connely) e il nanesco Gogol incontrano le minacciose testone di pietra ululanti incastonate nelle pareti del labirinto sotterraneo e ricordare il consiglio migliore che una creatura fantasy potrebbe dargli in quei momenti “oh.. non starli proprio a sentire…sono dei falsi allarmi, il labirinto ne è pieno, specialmente se sei sulla strada giusta…”



15 Febbraio 2007 alle 17:07
Io ieri ho visto EDEN su la7 e mi sono emozionato. Quindi non mollate perchè ne voglio ancora!
15 Febbraio 2007 alle 22:08
Di mollare non se ne parla.
Come dicre Rocky, “non si tratta di quanto forte sei in grado di colpire, ma di quanto sei capace di rialzarti dopo una caduta…è di questo che è fatta la vittoria”.
Stiamo continuando a lavorare (talvolta nell’ombra) per realizzare i nostri fucking dreams.
Combattete con noi.
ps: in effetti “vedersi” in tv (ovvero sulla free tv, perchè su sky c’eravamo già da tempo) è stato bello…sopratutto, la Maugeri ci ha definito “un fenomeno cult”.
Beh, non importa se una cosa sia vera o no, lo diventa quando lo dice la televisione.
Per cui siamo diventati ufficialmente un fenomeno cult. Mica cazzi.
20 Febbraio 2007 alle 00:01
Devo farvi i complimenti! E’ sempre piuttosto problematico intraprendere il viaggio che porta alla creazione di un’opera destinata a un pubblico, senza considerare il fatto che nel cinema si ha una comprenetrazione di arti differenti quali scrittura, musica, recitazione, immagine, perciò diventa tutto ancora più complesso, principalmente perché ogni cosa si deve pagare e il budget da spendere cresce facilmente, nel mercato dell’arte in generale in Italia non girano tanti soldi, se non a livello di personaggi già affermati, così per produrre qualcosa bisogna letteralmente ammazzarsi (salvo botte di culo). Una persona spesso, soprattutto agli inizi, non può essere solo un bravo cantante, regista, scrittore per affermarsi (salvo botta di culo) ma deve avere i requisiti di un ottimo manager finché non se ne può permettere uno; non tutti lo sono, così molti artisti muoiono sul nascere.
20 Febbraio 2007 alle 04:00
Ciao Nico, innanzitutto benvenuto…
Che dire, mi pare tu abbia ritratto perfettamente un aspetto fondamentale di quello che succede ad un giovane filmaker o, dirsivoglia, “artista”.
Per aver realizzato un ritratto così veritiero mi viene da chiederti…ci sei dentro anche tu?
Cmque sì, è vero…tutto vero.
Per adesso noi non siamo “morti sul nascere” per una serie di intuizioni e mosse giuste…
Continueremo così?
Seguiteci, seguiamoci, e lo scopriremo.
ps: quest’ultima non è una frase retorica ad effetto…in questo momento proprio non lo sappiamo che cosa succederà!
1 Aprile 2007 alle 21:08
Mi ero dimenticato di rispondere… Sono dentro nel mio piccolo nel mondo dell’arte perché scrivo canzoni, poesie e storie ecc…allora ho potuto notare che non ci sono figure in Italia come manager e pubblicitari che fanno del loro lavoro la scoperta di talenti e conseguente promozione, cercando di facilitargli i passi che portano alla produzione dell’opera, così il mercato artistico rimane molto vischioso e poco dinamico; agli artisti nuovi o sconosciuti tocca fare tutti i lavori, sia quelli artistici che tutti gli altri, raggiungendo risultati a volte magnifici rispetto ai mezzi ma spesso non arrivando da nessuna parte.