Pubblicato il 24 Settembre 2006 da Ghizzo

Affrontiamo ora la delicata questione dei finanziamenti… dato che nei post precedenti sono state menzionate cifre superiori ai due milioni di euro è bene chiarire l’argomento.
Produrre e realizzare un film è un’impresa estremamente complessa.
Nonostante inizialmente My Favourite Game avesse una natura fortemente indipendente (nel tipico stile Fabio e Fabio) è stato chiaro fin da subito ai registi che un lungometraggio di questo tipo non sarebbe potuto essere autoprodotto. Iniziava così per loro la ricerca dei finanziatori e di una casa produttrice a cui rivolgersi per ottenere il supporto necessario alla realizzazione del film. La ricerca ha portato a siglare un accordo con la Blue Star Movies, casa di produzione di interessanti produzioni queli Evilenko e Il mercante di Venezia. Probabilmente questa scelta è stata in linea con il respiro internazionale proprio delle opere di Fabio e Fabio, la Blue Star Movies è infatti una società italo-inglese in grado di garantire contatti internazionali per quanto riguarda la ricerca di fondi e di possibili distributori esteri.

I PRODUTTORI

“Prima di conoscere Pete Maggi e la BlueStar Movies abbiamo provato a portare il progetto ad altri finanziatori… Non molti per la verità. Si sono dimostrati interessati, gentili…ma poi per una ragione o per l’altra non se n’è fatto niente. Nessuna ragione in particolare, se non ricordo male… Forse non siamo stati mai bravi a promuovere i nostri progetti. Tramite Giovanni Robbiano, uno sceneggiatore nostro amico, abbiamo conosciuto Pete. Ha letto la sceneggiatura e gli è subito piaciuta … Soprattutto per il suo gusto internazionale. Quando poi ha visto E:d:e:n e il suo Making Of, ci ha chiamato immediatamente… divertito ed entusiasta di quello che due giovani italiani stavano combinando zitti zitti… Ci siamo sentiti la prima volta al telefono il 27 Gennaio 2005. Strano, il 7 e il 27 sono numeri ricorrenti nella mia vita… Spesso in circostanze fortunate. Comunque decisive.
Per ora il rapporto con i produttori è stato abbastanza buono, o meglio, ambivalente.
Si sono dimostrati sempre e comunque molto sensibili al nostro lato artistico… Non sono mai stati “violentatori” del progetto, anzi… Propongono molte cose, ma aspettano sempre, più o meno, la nostra ultima parola. E’ altrettanto vero, e forse dal loro punto di vista giusto, che non perdono mai d’occhio la questione economica. Vogliono fare un bel film, ovviamente, ma vogliono essere sicuri che questo vada bene al cinema. Per cui usano gli strumenti che hanno a disposizione quali ricerche di marketing, sondaggi su campioni di pubblico che legge la sceneggiatura, consulenza di esperti, pareri e direttive della Distribuzione….
Sono convinto che sia fondamentale non prendere i risultati dei sondaggi come religione, altrimenti il film perde l’anima. Se si mantiene questo tranquillo e lucido punto di vista, allora confesso che diventa interessante leggere i risultati dei test… Ci si accorge di cose che magari dall’interno del progetto non si riescono a vedere.”

LA RICERCA DEI FINANZIAMENTI

“Tirare su il budget di un film scritto e diretto da due esordienti ventenni italiani è una cosa abbastanza difficile. Soprattutto agli occhi degli investitori stranieri. Devi convincere i finanziatori (che non sempre combaciano con i produttori) che tutti sanno quello che stanno facendo.. In questo senso, i nostri due corti mini-kolossal hanno sicuramente avuto un peso determinante. Come Ti Chiamo Io servì per convincere alcuni professionisti a partecipare a E:d:e:n… così, caso di Pete Maggi, E:d:e:n-The Making Of ha svolto un ruolo cruciale. Gli ha permesso di conoscere chi eravamo, qual’era il nostro approccio al filmaking e ai problemi produttivi con cui ci si scontra. Credo che questo fattore, assieme all’eccitamento provocato dalla lettura della sceneggiatura, lo abbia convinto a puntare su MFG. Ed infine aggiungo che presentarsi come “pacchetto completo” di scrittura, regia, montaggio, effetti speciali, musiche, ecc… è un piatto assai ghiotto per un produttore. I costi sono ammortizzati e i problemi di interrelazione tra reparti risultano drasticamente diminuiti. Come dice Luca Pelusi di Sky, “voi siete il sogno di ogni produttore…perché fate tutte le cose fatte bene, internazionali, e costate poco. I produttori vi sognano di notte…” Speriamo che quel “costate poco” non duri in eterno!

Come ho detto più volte, il progetto è cambiato molto da quando abbiamo incontrato per la prima volta Pete… Me lo ricordo ancora, ci aveva invitato in un lussuoso albergo di Milano, a prendere un Thè. Abbiamo chiacchierato sul film, su quello che volevamo fare, su come lo volevamo fare… Sembrava tutto così semplice, allora. Essendo molto diretti, verso la fine della riunione tirammo fuori una sorta di preventivo elaborato da noi. Era un preventivo di massima, certo… Da perfezionare. E la cifra finale si aggirava intorno ai 500000 Euro… Nel giro di un anno e mezzo il progetto ha cambiato molte facce, e ora abbiamo più che quadruplicato il budget.
Anche firmare il contratto ha richiesto il suo tempo… Non volevamo “scazzare” con il nostro primo film. I produttori cercano sempre di farti firmare quella che chiamano “copia standard”…che sostanzialmente dà due pezzi di formaggio al regista e gli toglie qualsiasi diritto, operativo o remunerativo, sul film e su tutto ciò che da esso deriva (merchandising, printing, sequel, ecc…).
Lo dico perché, proprio mentre stavamo chiudendo con la BlueStar, si fece viva una casa di produzione romana che aveva messo gli occhi su un’altra nostra sceneggiatura…e ci offrì di realizzarla. Noi spiegammo che ormai eravamo orientati a girare prima MFG, e rifiutammo. Ma prima di rifiutare, ci fu uno scambio di contratti e clausole…non proprio facilissimo. Insomma, attenzione : i rischi sono molteplici… Soprattutto per chi vorrebbe che la propria sceneggiatura non fosse stravolta o riscritta, che il proprio film non venisse drasticamente modificato in fase di montaggio, per chi desidererebbe curare anche le iniziative legate ad un possibile merchandising…in sintesi : per chi ci tiene. Anche se bisogna essere pronti ad affrontare diplomaticamente anche queste questioni…si contano sulle dita di una mano i registi al mondo che fanno completamente il cazzo che vogliono.
Se fosse per me, anche le magliette o i poster di MFG dovrebbero essere belli. Belli, cazzo. E invece in giro si vede di quella roba… Quando le custodie di dvd di megaproduzioni come i sequel di Matrix fanno cagare, allora capisci che il controllo può arrivare fino a un certo punto. E capire di non avere il controllo assoluto, per chi tende a volerlo avere in tutti gli ambiti, è un duro colpo. Sono andato fuori tema?”

2 Commenti a “06 - FINANZIAMENTI 1 - DA DOVE ARRIVANO I SOLDONI ?”

  1. Russell scrive:

    Bella scellerati, finalmente qualcuno che parla dello scottante quesito.
    Interessante leggere di soldi nel cinema, difficile cercare di capire, ma voi ci si aiuta.
    Dico questo poichè c’è velleità nella mia attenzione. . . Si cerca di entrare nei giri di cinema di Roma da tempo (dove mi dicono si fanno i film nel belpaese), ma non ci si riesce . . . Piacere nel vedere che qualcuno riesca a trovare strade alternative, o così parrebbe. E’ l’estero la risposta agli annosi cancri del cinema nostrano?
    E, più importante di tutto e di altro. . . . ve li hanno sganciati questi soldoni!?!?!?!?!?!?

    Vostro,
    Russell

  2. Fabio G scrive:

    Beh, non posso che dire “continua a seguirci per scoprirlo”!

    Il quesito è davvero scottante, ma non per questo deve essere evitato. Si puo’ comunque parlare in una certa maniera anche di…”soldi” (che pare essere un argomento particolarmente gettonato su questo blog).

    Per quanto riguarda i giri di Roma… Beh. Me la cavo con un diplomatico “Boh, io sono di Milano.”

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