http://www.youtube.com/watch?v=hMEMhu7zVg0
AGGIUSTAMENTI PER IL MERCATO AMERICANO
“Non farò molte vacanze” mi risponde Fabio Guaglione. Siamo a San Donato Milanese, Luglio 2006…
“E neanche Fabio R credo che se la spasserà molto quest’estate. Innanzitutto dobbiamo finire il lavoro sulla sceneggiatura”.
Fabio&Fabio stanno infatti proseguendo la nuova stesura in seguito ad i feedback ricevuti da alcuni distributori del mercato americano. L’obiettivo infatti dei registi e della Bluestar Movies è quello di ottenere una nuova sceneggiatura migliorata, al di là delle richieste della R*****. Le trattative paiono infatti proseguire, e ci sono i contatti necessari per vedere se LionsGate e Miramax potrebbero essere interessate al progetto. O così almeno ci dicono i produttori. Chiedo ai due se hanno paura di questi sviluppi, cosa potrebbero comportare. Ulteriori slittamenti? Ulteriori perdite di controllo sul progetto? Non mi rispondono in modo netto. Probabilmente perché non possono saperlo, né possono tentare di influire su queste faccende.
Torniamo alla sceneggiatura. Le critiche principali che sono state mosse allo script di Fabio&Fabio (nonostante sia ovvio che sia piaciuto molto, sennò le parti non starebbero nemmeno dialogando) sono sostanzialmente due: la mancanza di chiari archi di sviluppo dei personaggi, e la mancanza di empatia. Ovvero, secondo i distributori americani i personaggi non suscitano quel coinvolgimento e quell’immedesimazione necessaria affinché il pubblico si interessi a loro, tifi per loro, si spaventi al momento delle loro sofferenze. Com’è possibile? Fabio&Fabio hanno toppato nella scrittura? “Non è così semplice”, mi rispondono. “Dipende dal tipo di film che vuoi fare. Come ti ho già detto, il progetto è cambiato, e sta cambiando tutt’ora. Ovvio che se parliamo con distributori americani, loro ci chiedono quello che è tipicamente americano. La cosa interessante è che loro stessi si rendono a volte conto della natura delle loro richieste. Parlano di ‘pubblico americano’, sapendo che ha richieste diverse da quelle di tutto il resto del mondo. Diciamo più elementari. Devi accompagnarlo mano per mano… Per fortuna per ora non ci hanno chiesto questo, ma semplicemente di approfondire i personaggi e i loro archi. Non snatureremmo mai un nostro lavoro per una richiesta meramente commerciale. Si parla comunque di migliorare il copione che abbiamo tra le mani”. Proseguono spiegandomi come stanno procedendo. Innanzitutto, per capire se sono sulla stessa lunghezza della B******* (responsabile della R*****). Il documento, frutto dei confronti tra Fabio G, Fabio R e Fabrizio Aghilar, viene steso in quanto posizione formale assunta dalla casa di produzione nei confronti delle modifiche richieste e dei suggerimenti proposti. Il fatto che una casa di distribuzione possa entrare nel merito artistico di un film mi sconvolge abbastanza, ma i Fabios mi dicono che è una cosa normale, soprattutto negli ultimi anni. Lo strapotere degli Studios. Il documento è diviso sostanzialmente in quattro punti:
1) Manifesto di scrittura e intenzioni generali nella stesura del copione di MFG (con lo scopo di far capire come e perché Fabio&Fabio hanno ideato e scritto in questo modo la sceneggiatura)
2) Riflessioni generali sui punti sollevati nella mail del distributore (quindi individuazione di punti condivisi e punti in cui non si è d’accordo)
3) Indicazione dei punti in cui F>>F andranno a operare per migliorare lo script
4) Riflessioni nello specifico riguardo le singole modifiche delle singole scene che i distributori hanno proposto.
Do una letta al documento e mi sembra (come al solito) concepito e steso con una professionalità e una padronanza della materia con cui raramente ho avuto a che fare. Per rendervi meglio l’idea, vi riporto degli stralci, anche ampi, perché credo siano molto interessanti. Ovviamente, ometto le parti in cui si va troppo nello specifico. Questo perché senza aver letto la sceneggiatura non si capisce effettivamente di cosa si sta parlando e soprattutto perché l’ultima cosa che vogliamo fare è svelarvi dei colpi di scena… E Mfg ne ha molti. Eccovi dei brani tratti da un documento destinato ad un responsabile di una società di distribuzione americana, ultimato il 23 Luglio 2006:
[…] “1) ABOUT WRITING MFG:
Per chiarire meglio la nostra idea del film e per spiegarti con quali intenzioni abbiamo scritto certe cose, volevamo precisare alcuni punti (in modo da offrire una chiave di lettura che si avvicini il più possibile alla nostra). Questi sono le linee direttive generali che ci siamo proposti quando abbiamo lavorato su tutte le stesure dello script:
- La linea generale principale è stata quella di non voler assolutamente scrivere un teen-horror movie “da catalogo”. Volevamo che MFG non fosse uno dei soliti film fatti con lo stampino e quello che noi chiamiamo lo “sceneggiatore automatico”, ma che avesse delle caratteristiche sue, una sua anima, dei tratti distintivi che lo qualificassero prima di tutto come Film anziché come Prodotto Anonimo, che lo distinguessero dagli altri horror. Questo comporta ad esempio la volontà di ritrarre personaggi interessanti e magari un po’ insoliti o di dare margini di importanza alla qualità di scrittura di per sé, per evitare di ottenere una sequela brutale di cut a bruciapelo tra un’informazione contenuta in un dialogo o un’azione strettamente necessaria e l’altra, facendo dell’atmosfera generale (che degenera diventando sempre più malsana) uno dei punti di forza del film. Ne consegue anche un’attenzione volta a voler evitare di offrire dialoghi palesemente di servizio o didascalici tipici di questo genere di film.
- In quest’ottica, abbiamo quindi scelto di far “venir fuori” i personaggi più per i loro modi di apparire, di agire e di reagire piuttosto che per i dialoghi. Spesse volte caratterizzare un personaggio di un film d’azione attraverso i dialoghi può risultare molto verboso, molto noioso, molto “artefatto”, poco cinematografico.
- La piena applicazione del punto precedente ci ha portato sostanzialmente a non voler dire dei personaggi molto di più di quello che serviva strettamente al film (a parte dialoghi finalizzati all’entertaining o che tirano in ballo in qualche modo la tematica principale del film). Da qui l’idea di accennare solamente alla lontana, o in alcuni casi non dire proprio, chi siano queste persone nella settimana, fuori dal bosco (MFG ha luogo quasi esclusivamente all’interno di un complesso di boschi… NdGhizzo). Volevamo in qualche modo farlo capire senza dirlo esplicitamente. Abbiamo pensato che la storia si setta nel bosco e che quindi ci interessava chi fossero loro lì. L’applicazione di questa scelta può essersi rivelata eccessiva e a tratti controproducente, ma volevamo almeno dire come siamo arrivati a ottenere questo risultato. Eliminare certe pesantezze relative ala spiegazione dei background dei personaggi ci è sembrato in linea con una certa “crudezza” che questo film vorrebbe mantenere, una linea che vorrebbe portare “dritto al sodo”. Probabilmente questa caratteristica si è affievolita con le diverse stesure e il risultato attuale che ci troviamo tra le mani è un ibrido che necessita di prendere una chiara direzione.
- Sempre nell’ottica di trovare un modo originale per trattare la dinamica action/reaction del genere horror e per discostarsi da una sua certa prevedibilità costitutiva, abbiamo cercato di giocare con certi cliché del genere, tentando di spiazzare il pubblico non rispettandone alcune aspettative. Esempio lampante è il personaggio di (qui vengono spiegati per filo e per segno alcuni esempi che non riporto perché gli spoiler sono vietati… NdGhizzo) […] Questo giocare, e in un certo senso “tradire”, le aspettative del pubblico, rende a nostro avviso il film più imprevedibile, e quindi più interessante da guardare. Un vero e proprio ottovolante di emozioni, emozioni non scontate.
- Una cosa per noi essenziale (tramite la scrittura prima, tramite la regia e la postproduzione dopo) è “far paura” utilizzando spesso modi e meccanismi non convenzionali, non già visti e stravisti. La paura per noi può essere data dallo strano comportamento di **** e dalle sue crisi (ancora prima che si manifesti chiaramente *****), dalle immagini delle automobili vuote […], dalla bellezza della natura e della composizione estetica delle sanguinose trappole che stritolano le vittime, da una malsanità generale sonora costante, dal sottotema stesso della violenza primitiva in quanto restauratrice di pace interiore, ecc… Insomma, crediamo che l’”insolito” possa fare molta più paura del “solito”… Certo, non si vuole ASSOLUTAMENTE fare un film d’essai, per cui ci saranno anche i tipici spaventi da sobbalzo sulla sedia…
- Insomma, come hai giustamente detto tu nella nostra telefonata, “non c’è niente di meglio che un film commerciale con una sensibilità europea”…!
2) ABOUT GENERAL THOUGHTS:
Ora, vogliamo condividere con te alcune riflessioni generali rispetto alle problematiche concettuali da te sollevate.
- Abbiamo sostanzialmente diviso le “questioni da risolvere” per quanto riguarda i personaggi in due rami: “arco narrativo” e “empatia”. Abbiamo quindi analizzato lo script prendendo in considerazione i personaggi sotto questi due punti di vista. Abbiamo capito cosa si può migliorare, ma di questo ne parliamo nella sezione “About What we’re gonna do”.
- Ci siamo posti il problema dell’arco dei personaggi nel genere horror… E ci siamo accorti (anche documentandoci e leggendo diversi saggi a riguardo) di una cosa. Sostanzialmente, in questo tipo di film o i personaggi non hanno un arco personale (ovvero, ce l’hanno ma è semplicemente quello che li porta a tirare fuori le palle e arrivare vivi alla fine del film), o è legato ad un trauma personale che diventa poi parte integrante della vicenda principale. Nella maggioranza dei film horror (es: Texas Chainsaw Massacre, the Hills have eyes, Deliverance… ) i protagonisti, o il protagonista, non ha un arco narrativo proprio, non ha una storia personale che si evolve in tre atti. O meglio, il proprio arco si risolve nel tentativo di sopravvivenza e, spesso, nella risoluzione di un mistero. Mentre in certi altri film horror, l’arco è costituito dal tentativo di superare un trauma che poi si ricollega direttamente con la storia principale (A nightmare on Elm Street, Scream, The Pool, The Descent…). Non volendo inserire alcun trauma principale nella vita dei personaggi (secondo noi diminuirebbe l’empatia con il pubblico), siamo rimasti nella prima ipotesi. Secondo noi il genere horror si presta molto meno di altri a inserire archi personali narrativi che possano essere sviluppati in tre atti (molto più semplice in film drammatici e comici). In questa versione della sceneggiatura l’arco di ***** è, rientrando nel primo filone, quello di iniziare il week end come una dolce ragazza in cerca di divertimento e […]
- …perché Wrong Turn non ha funzionato (Il distributore ha chiesto a Fabio&Fabio di guardare Wrong Turn in quanto esempio di quanto un film senza sufficiente sviluppo di arco ed empatia di personaggi possa floppare NdGhizzo) ? Secondo noi l’insuccesso di Wrong Turn non dipende dalla mancanza di archi dei personaggi, ma da una serie di altre caratteristiche negative.
Cast sbagliato e scontato (bellocci senza nessuna sapore). Tentativi di imbastire banalissime sottotrame con banalissimi dialoghi annessi (“ti prometto che una volta usciti da tutto questo ti sposerò”!). Noia mortale. Mancanza di scene d’azione o d’orrore particolarmente riuscite o memorabili. Il film è un collage di altri film già visti. Personaggi buoni e mostri cattivi senza il minimo carisma. 80 minuti scritti, diretti e montati in fretta e furia, confezionati con lo “stampino dell’horror” solo per vendere il trailer e convincere qualcuno ad andare al cinema se non c’è niente di meglio o noleggiarsi il dvd. […]
- Secondo noi non tutti i personaggi di un horror, o comunque di un team movie, devono avere un arco. Dan e Kurt (come più evidentemente Ken e Lisa) sono personaggi importanti ma di contorno, dei “joker” che servono a rendere tutto più saporito, divertente, spettacolare, intrattenitivo senza che le loro storie personali appesantiscano il film (stiamo ancora parlando di Archi e non di Empatia). In questo senso, ci pare giusto focalizzarci sugli archi di Laura, Patrick, Ian e anche Sean.
- Al di là degli archi dei personaggi di alcuni personaggi specifici, crediamo che il film in sé contenga un arco la cui evoluzione coinvolge tutti i personaggi e influisce sulle loro azioni. Concedici di citare uno dei file che stiamo preparando sui personaggi per esprimerci al meglio: ”MFG ha un sottotesto molto ricco di significati, in cui il tema principale è quello del conflitto uomo-sociale e uomo-animale. I personaggi attraverso la brutalità degli eventi vedranno distruggersi tutti i vincoli sociali e morali che ognuno crede insiti in sè stesso. Solo chi avrà la forza di accettare le nuove regole della natura, chi troverà in sé la capacità di abbandonarsi alla propria forza istintiva, riuscirà a sopravvivere. Molti elementi simboleggiano il passaggio dalla civiltà alla distruzione di questa, a vantaggio di una nuova consapevolezza. Ad esempio, il film si apre con […] e si chiude con […] I protagonisti portano con sè un bagaglio conflittuale che riguarda la loro posizione sociale. Il Film racconta infatti il passaggio da una vita normale (per alcuni personaggi si tratta di una vita alienante, svilente) all’interno della società, ad una condizione di sopravvissuti che dopo aver toccato il fondo, sono entrati in contatto con la parte più oscura, istintiva e violenta della propria anima. I personaggi che sopravvivono sono quelli che loro malgrado hanno distrutto ogni barriera culturale e sociale e sono diventate capaci di uccidere, qualcosa di più del semplice istinto di sopravvivenza, una presa di coscienza della propria essenza di essere umano. […]”
- Per quanto riguarda l’Empatia, ci siamo accorti che certe cose che volevamo suggerire invece che dire apertamente sono rimaste troppo implicite, e quindi non funzionali ad un coinvolgimento maggiore da parte del pubblico. Per fare in modo, come dici tu, che il pubblico abbia paura per i nostri eroi, bisogna che il pubblico li ami. Quindi, bisogna aumentare l’empatia, l’amore che gli spettatori nutrono per loro. Il massimo per noi sarebbe quello di coinvolgerli nelle loro vite, nella loro avventura, senza ricorrere a dialoghi troppo di servizio…dove per “vita” intendiamo non (o non solo) il loro background fuori dal bosco, ma il loro modo di essere, l’essenza della loro persona, che si può comunicare attraverso le decisioni che portano alle azioni e le sfumature nelle loro parole.
- Comprendiamo che magari alcuni dialoghi o alcune scene possono apparire un po’ lunghi, e magari qualcosa si può sforbiciare (anche se questo tipo di operazione è sempre possibile in montaggio). Il nostro timore è però che, togliendo parecchie di queste parti, il film si riduca a essere troppo “essenziale”, dove ogni battuta di ogni dialogo e ogni azione è strettamente connessa al proseguo della storia. Per costruire una dinamica di up and down di emozioni secondo noi servono anche momenti “di contorno”… Come dire, a volte anche ciò che appare inutile in un film, in realtà è utile nella sua economia complessiva. O comunque, l’ideale sarebbe camuffare da inutile ciò che si rivelerà utile per una maggiore comprensione della storia e dei personaggi. Siccome siamo italiani, permettici una metafora culinaria…secondo noi ciò che diversifica il nostro film dal solito horror è in gran parte il contorno…la salsa con cui abbiamo cucinato il tutto. Se mangiamo della pasta cruda e senza condimento, la nostra marca non fa il salto di qualità… Insomma, dobbiamo trovare il giusto equilibrio.
- La questione del Voice over (Dall’America il distributore ha suggerito di levare un Voice Over costante nel film NdGhizzo). All’interno di questa logica del voler differenziarsi dalle centinaia di film horror americani già esistenti o in produzione, abbiamo cercato di dare uno stile proprio al film, che si potesse sposare con la tematica stessa che stiamo trattando. Secondo noi i momenti in cui la voce esprime i suoi inquietanti ma sensati concetti, mentre assistiamo a delle immagini di stupenda natura o morte efferata, è uno degli elementi che rende MFG un’opera più interessante di un horror normale. Lo avvicina di più ad un Fight Club… Legata alla funzione della voce c’è anche una sorta di gioco che il pubblico pratica inconsciamente durante tutto il film, ovvero […]
3) ABOUT WHAT WE’RE GONNA DO:
Sostanzialmente, in seguito alla nostra telefonata e alle riflessioni scaturite grazie alla tua mail (brainstorming infiniti e tutt’ora in corso), questi sono i punti su cui stiamo lavorando in accordo con la linea generale che ci hai indicato.
- Sviluppare empatia per i personaggi. Stiamo cercando di capire come e dove inserire elementi (di dialogo o d’azione) che possano far affezionare maggiormente il pubblico ai personaggi. Questo implica svelare (o far capire) anche qualcosa di chi sono queste persone fuori dal bosco (perché la loro situazione sociale indica anche la loro essenza in quanto individui). A questo proposito…
- …Creazione background personaggi. Stiamo facendo una pensata su chi sono questi tipi nelle loro vite. Al di là di quello che poi inseriremo nello script, crediamo possa essere utile per tutti (anche per Barbara) creare un documento a parte in cui individuiamo chiaramente chi sono i nostri personaggi nella vita quotidiana, i rapporti tra di loro, qual è il loro cambiamento all’interno della storia, qual è la loro connessione al tema principale del film e il loro modo di agire/reagire all’interno della tematica principale di MFG.
- Utilizzare le informazioni ricavate dal documento sui characters per aumentare l’empatia verso i personaggi e accentuare i diversi archi narrativi. Un’altra operazione da fare è “pushare” diversi aspetti dei personaggi che abbiamo tenuto magari troppo tra le righe. […]
- Esplicitare molte cose che nello script secondo noi sono buone ma sono troppo “nascoste”. Nel senso che sicuramente sono nella nostra mente, sicuramente verrebbero fuori una volta iniziato a lavorare con gli attori, ma che non sono chiaramente venute fuori on the page. Per cui, chiarire meglio alcune dinamiche di rapporti (Ian/Patrick ; Ian/Monica/Sean, ecc), chiarire spunti o addirittura aggiungerne di nuovi (in seguito alla creazione del documento sui personaggi). Ad esempio […] Certo, per non spiattellare tutto, sarebbe meglio che questi spunti non fossero concentrati nel primo atto.. Alcune pause del secondo atto sono sicuramente più congeniali (la notte in cui muore ****, ad esempio).
- Abbiamo affrontato ciò su cui stiamo lavorando solo in linea generale… Abbiamo già pensato a tanti piccoli cambiamenti, che è poco proficuo scrivere in questa sede invece che sullo script, che secondo noi daranno i frutti nella direzione che ci hai indicato. […]”
Il bello è che tutto questo è solo la punta dell’Iceberg. Dopo aver letto il documento di circa 20 pagine, Pete, il produttore, manda un Sms ai due Fabi “ho letto la vostra risposta dettagliata e vi faccio i miei complimenti per la lucidità, la professionalità, il vostro carattere da DIRECTORS e…la diplomazia che ne traspare…per me è green light! Fatela pure tradurre. Ragazzi, we’re on the same page…non vogliamo distributori isterici, ma gente con cui collaborare… Non firmeremo finchè non troveremo chi capirà voi e il film. Un abbraccio, Pete”. Fabio&Fabio mi sorridono, dicendomi che anche Pete è quantomeno diplomatico, e che bisognerà vedere quanto margine di discussione ci sarà con le case di distribuzioni americane…ma il messaggio gli ha comunque fatto piacere. Non dev’essere semplice essere in qualche modo “artisti” (non amano questa parola) inseriti in questi meccanismi che di artistico a volte paiono avere ben poco. Dall’America arriva una prima risposta al documento la cui essenza è “più o meno siamo d’accordo, ma finchè non vediamo lo script migliorato, non firmiamo la distribuzione”. Niente firma del distributore, niente fondo americano, niente film. Per cui, sostanzialmente, si procede. Fabio&Fabio hanno quindi lavorato circa una quindicina di giorni per creare la nuova stesura della sceneggiatura, che è quasi finita, di cui paiono abbastanza soddisfatti. Dovrà essere approvata dalla Bluestar Movies, tradotta, e spedita in America per una risposta. Fabio G parla di quanto non si senta bene pensando di andare in vacanza, perché per lui “non si è ancora fatto niente”, non rendendosi conto di quanto invece il loro lavoro sia costante e, per certi versi, pesante. Non mi è ancora chiaro quanto per loro lavorare ai loro progetti sia un piacere e quanto sia un’ossessione.
Ecco il Resoconto dell’analisi del casting avvenuto a Los Angeles Lo scorso Agosto
“Ieri sono giunti freschi freschi da Los Angeles i DVD contenenti i “provini” degli attori hollywoodiani selezionati da Barbara Martins.
I casting sono terminati da alcuni vari giorni, ma i DVD hanno subito un ritardo nella spedizione a causa della conversione video dal formato NTSC a PAL necessario per essere visionati sui lettori e schermi europei.
L’eccitazione da regali la mattina di Natale viene subito intaccata da una spiacevole sorpresa.
I DVD che andiamo ad analizzare sono il risultato di un vero scempio multimediale, un tale video-aborto che è difficile anche da spiegare. Essi sono stati masterizzati giustamente in formato PAL (il lettore DVD riconosce il disco) ma le immagini inspiegabilmente corrispondono a ciò che vedremmo se cercassimo di visionare un DVD NTSC su un lettore e schermo PAL : una registrazione in bianco e nero, schiacciata, con una strana barra sotto il riquadro immagini, ed inoltre continui minuscoli salti di fotogrammi dovuti al passaggio passaggio di frequenza dai 30 fotogrammi al secondo dell’NTSC letti però come se fossero 25 (PAL)…
Peggio di così non potevano fare, poiché con i file salvati in questo modo non è possibile nemmeno riprodurli correttamente su PC. Sarebbe stato molto più semplice se ci avessero spedito i DVD direttamente in formato NTSC che può comunque essere letto correttamente su computer o sui lettori DVD più sofisticati.
Cerchiamo di adattarci alla situazione al meglio delle nostre possibilità (questa, ormai è cosa certa, è una regola costante del mondo del cinema). Fabio Resinaro riesce a correggere l’aspect ratio dell’immagine agendo sulle impostazioni del suo imponente schermo al plasma, anche se così facendo essa risulta leggermente tagliata nella parte alta.
Assieme ai DVD sono pervenuti anche due raccoglitori contenenti tutti i dati relativi agli attori che si sono presentati al casting. Per ogni attori sono acclusi: curriculum personale (con indicate tutte le produzioni a cui ha preso parte, i corsi di recitazione, ecc) la fotografia “figa” (tratta dal book) e la fotografia scattata il giorno del casting (questo per evidenziare eventuali differenze tra la foto “figa” e la realtà).
Sia per la completezza con la quale si presenta, sia per il contenuto vero e proprio, il lavoro ci trasmette un senso di organizzazione e professionalità difficili da trovare qui da noi facendoci respirare un po’ il modo in cui si lavora a Hollywood(eccezion fatta per il problema del formato video riguardo al quale però la produzione ci ha già fatto sapere che striglierà per bene i responsabili…).
Sfogliando il contenuto dei raccoglitori in stile AlbumDiFamiglia/campionarioDelTappezziere, iniziamo a visionare i casting. In realtà Barbara aveva chiesto a Fabio&Fabio di aspettare la versione NTSC che gli avrebbe rispedito, ma ovviamente il dinamico duo non vuole (o non riesce) ad aspettare. Gli NTSC arriveranno e ce li rivedremo a colori…ma adesso si comincia.
Fra gli oltre 600 candidati che sono stati pre-selezionati su 2000 (!!!) la Martins ha individuato 6 - 7 attori per ogni personaggio del film.
Ogni attore viene inquadrato prima di fronte e da entrambi i profili davanti a un muro con taratura per l’altezza (proprio come se si trattasse di una foto segnaletica della polizia), poi si presenta tenendo in mano un foglio con sù scritto il proprio nome e parla brevemente di sè, delle proprie caratteristiche ed esperienze.
In seguito a ogni attore viene fatta recitare una parte dello script che dovrebbe far trasparire maggiormente la personalità del personaggio. Si tratta perlopiù di scene concitate e di forte intensità tratte dalla sceneggiatura di MFG.
Gli attori sono molti e sebbene ogni singolo provino non duri più di 6 - 7 minuti visioniamo quasi 4 ore di materiale. Questi provini scostituiscono infatti i cosiddetti First Call, ovvero una ‘prima chiamata’ il cui scopo è vedere l’impatto visivo dell’attore, percepire le sue capacità recitative e capire l’impressione che dà ai registi. Il passo successivo sarà infatti la selezione per la Second Call, ovvero un provino molto più approfondito per un numero inferiore di attori.
Per la maggior parte gli attori visionati sono giovani ragazzi, dai lineamenti belli e regolari, abbastanza bravi nel recitare ma non eccelsi… la mia sensazione è che lo stile recitativo sia quello di telefilm tipo O.C. o SMALLVILLE o cose di questo tipo, che personalmente, almeno da un punto di vista di interpretazione artistica, lasci un po’ a desiderare.
Uno degli attori sembra il figlio segreto di David Hasselhoff, ma la nostra sorpresa raggiunge il massimo livello quando ci accorgiamo che uno degli attori castati è Vernon Wells, storico attore di molti film degli anni 80 specializzato nell’intepretare CATTIVONI skizzati come il crestato Wez di Mad-Max 2 (il cui look verrà utilizzato pari pari per le bande di cattivi del Cartone Ken Shiro), il gadgetiano Mr. Igoe di Salto nel Buio (una sorta di parodia di alcuni antagonisti dei primi film di James Bond), ma soprattutto l’indimenticabile Bennet,
il bastardone di commando che viene messo allo spiedo alla termine del film da un devastante Arnold Schwarzenegger … Il tempo ha scavato il suo volto di rughe rendendolo quasi irriconoscibile, e c’è un che di stanco nei suoi occhi. Euforia e riflessioni… Un attore che ha recitato in veri e propri cult movies che ci hanno cresciuto, ha fatto un provino per un ruolo secondario di MFG… Come dice Fabio G “La nostra vita è strana. Facciamo in modo che rimanga così.”

Sembra incredibile, ma purtroppo nessuno dei candidati riesce a fare breccia, Fabio Resinaro afferma che non gli è rimasto impresso nemmeno un attore…e personalmente sono d’accordo con lui. Anzi in certi punti ci siamo visti costretti a utilizzare l’avanzamento veloce per estremo piattume delle performance. Fabio G pare più possibilista, e insiste dicendo che certe cose interessanti ci sono… Questa piccola dicotomia è probabilmente parte della loro dinamica di lavoro.
I volti che abbiamo visto oggi sono quelli tipici delle trasmissioni per teenagers di MTV o di serie tv destinati ad un pubblico esclusivamente adolescenziale… Bei nasini, begli occhi, fisici ben strutturati, ma tutti più o meno simili tra loro e in definitiva irrilevanti. Nessuno che a prima vista sia capace di comunicare quel “non so che”, quell’elettricità richiesta per il film, quella sensazione di essere il personaggio adatto. Fabio&Fabio parlano spesso di “Facce da fumetto”. Mi spiegano che con l’espressione “fumetto” riferito al cinema non intendono le esagerazioni iperboliche di un Tim Burton, ma quella capacità di introdurre elementi narrativi o stilistici da epopea tipicamente fumettistica all’interno di un progetto cinematografico. In questo il loro riferimento è John Carpenter. Per quanto riguarda la recitazione gli attori, certo alcuni dei candidati sono bravi, ma la maggior parte di essi si posiziona sul 6.5 come voto. Fanno il compitino. Fabio G però insiste che almeno un paio sono stati molto bravi.
I registi affermano che i precedenti casting riguardanti attori inglesi avevano dato risultati decisamente superiori, tanto è vero che tra di essi vi sono 5 attori In Pole Position tra i possibili candidati per recitare nel film. Ma forse è ancora prematuro fare questo genere di discorsi.
Il processo di casting per il film non è che agli inizi…”
(per scaricare il video Pulsande destro - salva Con Nome)
Mentre Ghizzo è in vacanza, e noi prepariamo le valigie per la Corea…
Vi annunciamo l’apertura ufficiale di WWW.THESILVERROPE.COM .
Nel sito, curato dalla premiata ditta Ghizzo&Peppe, troverete gallery, trailer, info e backstage dell’opera…
E, direte voi, la Corea che c’entra?
Beh, TSR parteciperà a Luglio ad uno dei più importanti festival internazionali del mondo, il Pifan Film Festival, e siamo stati invitati a presentare il film di fronte ad una platea pressochè infinita… Come potevamo dire di no?
Beccatevi il sito. Se vi va, ci si vede in Corea, o in giro per qualche festival (lunedì all’Euganea Film Festival, in provincia di Padova, ad esempio)…
E, appena torna Ghizzo, nuovi aggiornamenti sull’avventura di MFG…
Venghino, siori, venghino. Il circo non chiude mai.

Nell’estate 2006 si intensificano i preparativi per la pre-produzione. Si moltiplicano le riunioni con i produttori al fine di individuare un distributore internazionale e si inizia ad organizzare il processo di casting per trovare gli attori che reciteranno nel film… ecco la cronaca di quei giorni : Continua »
L’universo di persone, eventi e difficoltà che esiste e ruota attorno alla realizzazione di un film è indescrivibile, in continuo movimento, in continuo mutamento. Per farvi capire che tipo di moti ondosi e burrascosi smuove la vita di un giovane filmaker in ascesa, vi riporto qui di seguito tre e-mail che Fabio Guaglione mi ha mandato più o meno nell’arco di un mese.
02/06/2006 ore 2.15
“Ciao Ghizmo.
L’incontro di oggi con la produzione è stato portatore di nuovo vento.
Entro i prossimi 15 giorni dovrebbero firmare l’accordo con una major distributiva per l’Italia e durante il festival di Cannes un piccolo distributore americano si è interessato al film per un’eventuale contratto di distribuzione per gli States che permetterebbe l’approvazione del fondo americano e quindi la chiusura del cerchio.
Il prossimo mese è definitivo…
la produzione si è prefissata come obiettivo quello di avere tutti i soldi entro il 12 di Luglio e, qualche giorno dopo, buttarci su un aereo per Puertorico, preprarare in due mesi il film, girarlo a Novembre e consegnarlo l’estate dell’anno prossimo per la distribuzione… Continua »
E’ incredibile, il lavoro sulla sceneggiatura pare non finire mai.
Anche quando la situazione produttiva pare essersi effettivamente messa in pausa.
Nel Marzo 2006 chiesi a Fabio G quando si sarebbe potuto considerare come completata la sceneggiatura e some fossero messe sostanzialmente le cose…. Continua »
Il cast è sicuramente uno degli elementi più importanti di un film, e Fabio&Fabio lo sanno. Sia in E:d:e:n che in The Silver Rope infatti la compagine di volti e performance è stata determinante per la buona riuscita dei progetti.
…come siamo messi per MFG? Sentiamo cosa ci dicono i Fabi.
…con il permesso di Ghizzo, facciamo una breve incursione su questo blog/diario di produzione per annunciarvi che ha aperto la pagina di Myspace (www.myspace.com/
thesilverrope) relativa alla nostra nuova opera The Silver Rope (in questi giorni in onda su Sky), e il sito ufficiale (www.thesilverrope.com) sarà finalmente completato a breve.
Grazie per l’attenzione e continuate a seguirci,
Fabio&Fabio
F>>F
Realizzare un film, soprattutto un’opera prima, è sempre e comunque un’impresa. Perché oltre a tutte le difficoltà intrinseche nel fare un film, ci sono anche tutte le “varie ed eventuali” che vengono prima di farlo… Le difficoltà strutturali che portano con sé incertezza e instabilità. Conseguenti a queste difficoltà sono direttamente riconducibili stati d’animo altalenanti e spiriti messi duramente alla prova. Per essere giovani filmakers venuti dal nulla, per fare del cinema indipendente, ci vuole tenacia. Ma anche i più tenaci a volte possono essere giù di morale… Continua »
Ecco la cronaca dell’ultima riunione avente oggetto gli storyboard di MFG. La consegna finale di tutto il film, frame by frame. Anche questo post è retrodatato…la riunione è infatti avvenuta il 30 Gennaio 2006. Ricordo quanto il momento fosse particolarmente sentito…era davvero la conclusione di circa quattro mesi di lavoro…
“ LA RIUNIONE FINALE DEGLI STORYBOARD (lunedì 30-01-2006)
Rieccoci di nuovo al lavoro,
Oggi è una giornata piuttosto importante, Armando e Valentina, gli storyboarders ufficiali di MFG consegneranno i disegni dell’ultima parte del film.
Ci troviamo nella base operativa di Fabio, ormai da me ribattezzata la Bat-Caverna…the Bat-Cave. Continua »
Mangiate tanto e fornicate altrettanto.
Sentite buona musica e ammazzatevi di film.
E, last but not least, volemose tanto bene.
Beccatevi questo filmato gaudo e andate in pace :
http://www.youtube.com/watch?v=LnydPYXVniM&eurl=
Auguri…qualunque cosa voi siate.
Questa è un’intervista a Fabio Guaglione rilasciata nel Febbraio 2006, per cercare di ritrarre il momento in cui versavano i registi e il progetto di MFG.
Ecco la cronaca della penultima riunione tra Fabio Guaglione e i due storyboard artist di MFG, avvenuta il 16 Gennaio 2006.
La pubblichiamo solo ora in quanto in questi post retrodatati abbiamo cercato di seguire un certo filo logico oltre che cronologico.
Questo è ciò che scrissi al mio ritorno a casa…
Eccoci ad introdurre l’importante tema della scelta delle Location.
Continua »
Affrontiamo ora la delicata questione dei finanziamenti… dato che nei post precedenti sono state menzionate cifre superiori ai due milioni di euro è bene chiarire l’argomento. Continua »
Ed ora, per la gioia dei vostri occhi, vi presentiamo in anteprima alcune immagini di conceptual design riguardanti i personaggi di MFG, realizzate da Fabio Resinaro. Godetevele, con il commento di Fabio&Fabio.
Continua »
Dopo i post precedenti che presentavano sinteticamente il progetto e descrivevano la sua nascita e sviluppo, iniziamo a entrare nel merito parlando della scrittura del film.
Ho fatto diverse domande ai Fabios riguardo questa importante fase preparatoria e le risposte che mi sono giunte mi hanno parecchio stupito. Personalmente non pensavo che il processo di scrittura di una sceneggiatura fosse così lungo e macchinoso.
Credevo impiegasse al massimo il 10 - 15 % della produzione di un film (da un punto di vista temporale), ed invece mi rendo conto che è così fondamentale che tutto si gioca lì ancor prima che sul set.
Fabio e Fabio hanno dovuto adeguare lo script alle modifiche che il progetto ha incontrato strada facendo : aumento del budget, richiesta di sottotrame e scene aggiuntive da parte dei finanziatori, difficoltà di traduzione e così via. Continua »
Ecco la seconda parte dell’intervista.
LA NASCITA DI MY FAVOURITE GAME
“Nell’estate del 2004 eravamo in giro a promuovere E:d:e:n in alcuni festival. Abbiamo presentato al pubblico E:d:e:n per la prima volta nel Giugno del 2004, all’Arcipelago International Film Festival di Roma.
Continua »
Per darvi una migliore visione generale del progetto, riporto in questo post una recente intervista fatta a Fabio&Fabio.
“Certe volte si abusa di alcune parole. Non vorremmo essere troppo romantici o banali…ma raccontare storie è il nostro Sogno. Sì, con la S maiuscola. In questo senso il cinema rappresenta qualcosa di speciale. Raccontare una storia attraverso un film è un privilegio, oltre che una goduria. Creare un piccolo universo e farlo vivere dentro le menti delle persone è qualcosa di complesso e straordinario. Ed è quello che vogliamo fare.” Continua »




